Siracusa, “Squali a rischio” se n’è discusso nella Settimana Europea dello Squalo svoltosi al Consorzio Plemmirio

Siracusa, "Squali a rischio" se n'è discusso nella Settimana Europea dello Squalo svoltosi al Consorzio  Plemmirio

La popolazione di molte specie degli squali registra un declino che oscilla tra il 97 e il 99%. Lo squalo è a rischio di estinzione nei nostri mari.

“Altro che temibili – ha evidenziato l’esperta di Shark Alliance ieri a Siracusa – ritenetevi fortunati se ne doveste incontrare uno”.

La notizia è emersa ieri nel capoluogo aretuseo dove, in occasione della Settimana Europea dello Squalo ha avuto luogo, nella sala “Ferruzza-Romano”, nella sede dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, nel suggestivo comprensorio di Castello Maniace, un incontro sul tema “Squali, predatori o prede? La tutela, le minacce e la gestione delle popolazioni di squali in Europa e nel Mediterraneo” organizzato da Shark Alliance e Marevivo in collaborazione con il Consorzio Plemmirio.

Già nel 2008, hanno evidenziato, tra l’altro, Serena Maso di Shark Alliance, Maria Rapini di Marevivo , le specie di squalo volpe, squalo martello, dello smeriglio, del mako e della verdesca hanno subito un pauroso calo che potrebbe ora preludere alla estinzione di questi splendidi abitanti del mare.

La diversità della specie nell’Adriatico e nel Golfo del Leone è scesa di oltre il 50% negli ultimi 50 anni, a causa della pressione della pesca e, nonostante questi dati allarmanti, l’Unep (Uniterd Nations Enviroment Programme) non protegge ancora gli squali dalle tecniche di cattura eccessive né da pratiche estremamente crudeli, come il “Finning”, cioè il taglio delle pinne dello squalo e il successivo abbandono delle carcasse agonizzanti in mare, dove poi l’animale muore, anche dopo molte ore, per dissanguamento.

Il Finning sarebbe anche vietato in Europa, è stato spiegato, ma esistono molte scappatoie a questo divieto. A peggiorare lo stato delle cose, interviene la pressante richiesta di pinne di squalo che giunge da paesi come l’Asia giacchè, dalla Cina particolarmente, dove le pinne di squalo costituiscono un ingrediente ricercatissimo per una zuppa tradizionale e costosa.

Dati e argomenti sono stati supportati da illuminanti slides e dalla proiezione di un filmato, anche crudo in alcune sue parti, di sei minuti. Marina Pulcini dell’Ispra , l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha evidenziato l’esigenza che l’Italia, attraverso una sinergia del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, si doti di strumenti normativi, e anche eventualmente di un quadro sanzionatorio, per contrastare il fenomeno e favorire il ripopolamento degli squali che, peraltro, si riproducono poco e con difficoltà.

In conclusione, il direttore dell’Amp del Plemmirio Enzo Incontro, ha invitato tutti i presenti ad informarsi bene sulle specie di pesce acquistate, per scegliere alternative sostenibili. Molti esemplari di squali, infatti, vengono venduti sui banchi del pesce sotto vari nomi (Palombo, Can bianco, Missola, Nizza, Cagnolo, Vitello di Mare, Gattuccio, Spinarolo, Stera e altro) .

“Facciamo attenzione – ha detto Incontro – a quello che mangiamo” Presenti all’incontro, che si è concluso con la firma di una petizione in sostegno degli squali in Europa, l’assessore comunale all’ambiente e all’ecologia Enzo Bosco, numerosi ambientalisti e la III B del Liceo Classico Gargallo della professoressa Carmela Pace, accompagnati dal docente di biologia D’Amico. Nell’occasione, è stata allestita nella sala “Centimulo” dell’Amp del Plemmirio, una mostra didattica per gli studenti sugli squali, composta da quattordici pannelli espositivi di circa un metro, sulle caratteristiche e molte altre curiosità sugli squali, aperta al pubblico.
 

 


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