Siracusa, stagione balneare 2019: buoni i primi esami di campionamento delle acque

Come ogni anno è stato pertanto avviato il monitoraggio delle acque di balneazione siracusane negli ultimi venti giorni del mese di aprile che finora ha dato esiti favorevoli su tutti i punti campionati, come attestano i risultati delle analisi preliminari effettuate dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Asp di Siracusa

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Lo stato di salute delle acque della costa di Siracusa appare ottimo. Almeno secondo i primi campionamenti effettuati in più zone dall’azienda sanitaria provinciale. Con decreto assessoriale del 19 marzo scorso la Regione siciliana ha stabilito al 1 maggio l’avvio per quest’anno della stagione balneare in Sicilia con conclusione il 31 ottobre prossimo, posticipando così di un mese l’inizio della balneazione rispetto all’anno scorso. Nello stesso decreto è previsto, inoltre, che venti giorni prima dell’apertura della stagione balneare, venga avviata una campagna di pre-campionamento per verificare la qualità delle acque di mare nelle zone ove è consentita la balneazione.

Come ogni anno è stato quindi avviato il monitoraggio delle acque di balneazione negli ultimi venti giorni del mese di aprile che finora, secondo quanto riferito dall’Asp, ha dato esiti favorevoli su tutti i punti campionati, come attestano i risultati delle analisi preliminari effettuate dal Laboratorio di Sanità Pubblica, diretto da Nunzia Andolfi, che confermano la buona qualità delle acque di balneazione della provincia di Siracusa.

In collaborazione con il Dipartimento di prevenzione medico, diretto da Maria Lia Contrino, il laboratorio di Sanità Pubblica ha elaborato il calendario di monitoraggio di tutte le aree balneabili, oltre a un programma per l’esecuzione e il trasporto dei campioni di acqua di mare per tutta la stagione balneare che vede impegnati i tecnici della prevenzione della Azienda sanitaria, con prelievi mensili.

I campionamenti permetteranno un controllo continuo sulla qualità della acque alla balneazione, così da poter rilevare eventuali valori anomali. In questo caso il campione sarà ripetuto per verificare la persistenza o meno del fenomeno inquinante e indagare sulle cause che lo hanno determinato e solo nella eventualità in cui anche il secondo campione presenti valori superiori ai limiti consentiti, l’area verrà interdetta temporaneamente alla balneazione, in attesa del ripristino delle condizioni di balneabilità.

Nel decreto assessoriale sulla stagione balneare sono anche allegate le tabelle in cui vengono descritte, per ogni provincia, le aree già interdette alla balneazione e la motivazione della loro interdizione. Infatti, oltre ai casi legati a cause inquinanti, rimangono comunque vietate alla balneazione le zone di mare e di costa interessate da immissioni di qualsiasi natura, come scarichi e corsi d’acqua, le aree portuali e militari, nonché quelle sulle quali vige una prescrizione delle autorità marittime e portuali per motivi di sicurezza.

Rimangono inoltre non fruibili dai bagnanti alcuni tratti di mare e di costa che ricadono in particolare nella zona A dell’Area Marina Protetta del Plemmirio e nel tratto di costa compreso tra Torre Vendicari e Cittadella della R.N.O. Oasi faunistica di Vendicari, per tutelarne l’integrità ambientale.

Nel decreto assessoriale sono infine descritti tutti i tratti di mare e di costa adibiti alla balneazione, con l’estensione delle aree e le relative coordinate. In tutte le zone costiere dove per vari motivi la balneazione non è consentita, è compito dei Comuni apporre in modo visibile i cartelli di divieto di balneazione che dovranno rispettare precise dimensioni e inoltre contenere le informazioni in almeno due lingue.

Cristina Rizza


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