Siracusa, stop ai blocchi nella zona industriale. Cgil pronta al ricorso al Tar e con Cisl e Uil chiesto un incontro al prefetto, che non risponde

Dialogo e confronto. Questo cercano i sindacati dal prefetto. Aspettando una risposta, se non collaborazione, invece di silenzi

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Tre modi diversi per protestare, tre modi diversi di intendere una vicenda in cui tutti e tre la pensano allo stesso modo, tre modi diversi per contestare un’ordinanza che ha fatto storcere il naso ai sindacati e ai lavoratori: quella del prefetto Luigi Pizzi di vietare i blocchi in zona industriale.

Davanti alle portinerie, insomma, non si può più protestare. E questa in realtà è una delle modalità cui si è fatto più ricorso negli ultimi anni, anche senza il supporto sindacale, per farsi sentire dalle aziende creando problemi sul traffico e per l’accesso alla sede di lavoro. La Cgil, come annunciato una settimana fa, presenterà ricorso al Tar.

“I nostri studi legali, con l’assistenza del sindacato regionale e nazionale, sono al lavoro per il ricorso – spiega il segretario provinciale della Cgil, Roberto Alosi, durante il sit in di stamattina in piazza Pancali – chiediamo la revoca del provvedimento ma non ci fermeremo e apriremo una mobilitazione permanente. Questa protesta non coinvolge solo il settore dell’industria ma è riconducibile a un’aria pesante che si respira nel paese, un’aria di limitazione della libertà di manifestare dissenso. Basti guardare alla cronaca delle ultime settimane con la vicenda della prof di Palermo (sospesa per lo studio dei suoi alunni che avevano paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali) e questa di Siracusa. Un’intimidazione che sembra farci regredire di decenni“.

La Cgil chiede la revoca del provvedimento prefettizio, arrivato nel centro di un’aspra vertenza in atto (Pontisol) con il maggiore esponente del Governo nazionale in città che ha preso una forte posizione di campo, invocando la libertà di impresa. “E quella dei lavoratori chi la tutela – si chiede Alosi – ? Il prefetto dovrebbe rappresentare i diritti di tutti i cittadini ma qui la posizione è sbilanciata. Auspichiamo che ci sia un dietrofront del prefetto, che finora non ci ha incontrati nonostante le nostre richieste“.

Cisl e Uil, invece, hanno modalità differenti di contrapporsi a questo provvedimento. La Uil ha deciso di organizzare un’assemblea in zona industriale (ma non per strada) per discutere della situazione lavorativa nel polo petrolchimico. Un “vorrei ma non posso”, un timore (forse) di ripercussioni nel proporre una sfida all’ordine del prefetto. Non è ancora deciso il luogo, ma pare si tratti di un’assemblea di un paio d’ore alla mensa ovest organizzata da metalmeccanici e chimici della Uil.

Tutti e tre i sindacati hanno richiesto un incontro con il rappresentante del Governo ma non hanno ancora ricevuto alcuna convocazione e, rispetto al passato, è un’evidente inversione di tendenza. Con il prefetto Armando Gradone (oggi a Siena), le porte della prefettura sono rimaste aperte per tutti per un dialogo costante e addirittura notturno se necessario (tra le numerose vicende, le più calde hanno riguardato la gestione del servizio idrico e quello dell’igiene urbana). Più discreto il successore Giuseppe Castaldo (oggi a Pisa), che non ha mai gradito i riflettori preferendo lavorare in silenzio. Con Luigi Pizzi, invece, i sindacati (e non solo) ammettono di avere alcune difficoltà di dialogo. Prova ne è la richiesta di chiarire i contorni di una vicenda che ha creato malumore tra i lavoratori e che sta montando sempre di più.

“Il diritto allo sciopero, sancito dalla nostra Costituzione, è inviolabile e indiscutibile – dice il segretario Cisl, Paolo Sanzaro – Probabilmente nella comunicazione di questa ordinanza è mancato qualche passaggio che andava evidenziato meglio per non ingenerare equivoci di sorta. Noi restiamo pronti e disponibili a qualsiasi tipo di confronto, certi che i diritti dei cittadini non sono assolutamente messi in discussione. Bisogna uscire da questa impasse per ridare serenità a quanti manifestano per un diritto. Siamo convinti che un incontro, una sintesi complessiva, possa contribuire a rasserenare gli animi e a non alimentare una serie di manifestazioni o proteste possibili”.

Dialogo e confronto. Questo cercano i sindacati dal prefetto. Aspettando una risposta, se non collaborazione, invece di silenzi.


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