Siracusa, stop alla chiusura degli uffici decentrati in quattro quartieri, scendono a 12 i componenti della commissioni |E Castagnino chiede un Consiglio ad hoc sugli asili nido

L'assemblea si è aggiornata per martedì prossimo alle 17,30 quando si parlerà dell'appalto di pulizia degli uffici comunali, di asili nido, refezione scolastica e cimitero, ma non è escluso che, se gli uffici completeranno gli atti, possa tornare in aula anche la scelta dei revisori

Moena Scala con Italia e Giansiracusa

Via libera alla riduzione dei componenti delle commissioni permanenti (passano da 16 a 12) e stop alla chiusura degli uffici comunali di Tiche, Neapolis, Epipoli e Santa Lucia: sono questi i primi due atti amministrativi licenziati dal nuovo Consiglio comunale, che ieri sera si è occupato anche dei nuovi revisori legali (ex revisori dei conti), senza però sceglierli, e del punto di ristoro di Piazza d’armi. L’assemblea, convocata per le 18,30, si è protratta fino a dopo le 23 e si è aggiornata per martedì prossimo alle 17,30. Si parlerà dell’appalto di pulizia degli uffici comunali, di asili nido, refezione scolastica e cimitero, ma non è escluso che, se gli uffici completeranno gli atti con le indicazioni emerse ieri, possa tornare in aula anche la scelta dei revisori.

In apertura di lavori, la presidente, Moena Scala, ha dato la parola a Salvatore Costantino e a Paolo Reale. Il primo ha voluto esprimere un ringraziamento pubblico per il lavoro svolto al comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Luigi Grasso, che lascia Siracusa per andare a ricoprire un altro incarico. Reale, invece, ha annunciato la presenza a Siracusa del presidente Sergio Mattarella il 23 settembre. Il Capo dello Stato parteciperà alla commemorazione del presidente dell’Isisc, Cherif Bassiouni, scomparso un anno fa e al quale sarà intitolato il prestigioso istituto.

La riduzione da 16 a 12 dei componenti delle commissioni consiliari è stata illustrata da Paolo Reale, che l’aveva proposta in sede di conferenza dei capigruppo ottenendo il sostegno di tutti i componenti. Il provvedimento, discusso come primo punto grazie a una richiesta di prelievo avanzata dallo stesso Reale, modifica l’articolo 3 del regolamento sulle commissioni e, secondo il relatore, rappresenta una mediazione momentanea perché l’obiettivo finale è di portare a 8 il numero dei componenti nell’ambito di una riforma complessiva del regolamento sulla commissioni. Al dibattito, per evidenziare l’unità di intenti del Consiglio sull’argomento, sono intervenuti Salvatore Castagnino, Francesco Zappalà e Chiara Catera. La proposta è passata all’unanimità così come l’immediata esecutività chiesta da Federica Barbagallo.

Slitta ad altra seduta, invece, il sorteggio dei revisori legali. Dopo un lungo confronto, il Consiglio ha deciso di accogliere la pregiudiziale posta da Castagnino che giudicava non trattabile la proposta in quanto l’atto era incompleto. Per dipanare la questione e per proporre soluzioni che portassero comunque alla scelta dei revisori sono intervenuti Cetty Vinci, Ferdinando Messina, Zappalà, Gaetano Favara, Roberto Trigilio, Michele Buonomo, Pamela La Mesa, Carlo Gradenigo, Reale, Costantino, Mauro Basile, Vincenzo Pantano, Michele Mangiafico, Sergio Bonafede e Giuseppe Impallomeni. Per superare il vizio evidenziato, hanno preso la parola il segretario generale, Danila Costa, e il ragioniere generale, Giorgio Giannì. Alla fine la non trattabilità è stata messa ai voti dalla presidente Scala ed è stata approvata con 15 sì, 8 no e 5 astensioni.

L’atto di indirizzo contro la chiusura delle sedi dei quartieri Tiche, Santa Lucia, Epipoli e Neapolis contestava una decisione della Giunta dello scorso 8 giugno legata alla soppressione delle circoscrizioni. Il documento, illustrato a nome dei firmatari da Vinci, evidenziava come tale iniziativa, oltre a privare i residenti (specie quelli più disagiati) di “servizi indispensabili per la vita sociale”, non corrisponda ai bisogni di “un territorio urbano molto vasto” e vada in senso inverso rispetto alle esigenze di risparmio energetico, di snellimento del traffico “e, di conseguenza, alla migliore qualità dell’ambiente”.

Inoltre, l’atto di indirizzo rilevava come la decisione della Giunta fu “assunta in un momento in cui non aveva pieni poteri”, perché a ridosso del primo turno elettorale, “in un momento in cui avrebbe dovuto limitarsi all’adozione di atti urgenti”. Carenti sono considerate anche le motivazioni, legate a “una generica esigenza di risparmio”. Il dibattito ha registrato gli interventi di Trigilio, Castagnino, Gradenigo, Torres, Costantino, Basile, Buccheri e Gentile e dell’assessore al Decentramento, Fabio Moschella, che non ha contestato la richiesta e ha illustrato per grandi linee i piani dell’amministrazione per i quartieri. La proposta, messa ai voti, è passato a maggioranza con 5 contrari.

La discussione sul punto di ristoro dell’ex piazza d’Armi al Castello Maniace si è basata su interpellanza con la quale Castagnino chiedeva all’amministrazione di relazionare, anche per iscritto, sulla vicenda. In particolare, si chiedeva “se una variante al progetto, sia rispettosa del bando di assegnazione dell’area, variante che ha portato all’acquisizione dei requisiti necessari ad ottenere la concessione esistente”. Il consigliere si è pure occupato della sospensiva della chiusura concessa dal Tar ai gestori dell’attività auspicando l’opposizione del Comune contro la decisione. Sul punto è intervenuto il vice sindaco, Giovanni Randazzo, che ha confermato la costituzione dell’Ente in giudizio. Finito di trattare l’argomento, l’aula ha deciso di proseguire la trattazione dell’ordine del giorno il 18 settembre.


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