Siracusa, svolta nel “caso Giuliana”: disposte altre indagini sulla morte della guardia giurata

Il Gip Andrea Migneco ha accolto l’opposizione dell’avvocato Alessandro Cotzìa (difensore della moglie e della figlia della guardia) respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm Marco Di Mauro

massimo-giuliana

Svolta sul caso della morte della guardia giurata Massimo Calogero Giuliana, colpito da un proiettile esploso, pare, dalla sua stessa arma d’ordinanza mentre era in servizio il 3 marzo del 2017. Il Gip Andrea Migneco ha accolto l’opposizione dell’avvocato Alessandro Cotzìa (difensore della moglie e della figlia della guardia) respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm Marco Di Mauro e disponendo così altri 6 mesi di indagine.

L’indagine aperta dalla Procura della Repubblica aretusea subito dopo il fatto e affidata al sostituto Procuratore Marco Di Mauro, è stata inizialmente avviata contro ignoti e solo in seguito è stato inserito un nome tra gli indagati, quello del collega e unico testimone dell’accaduto. Il Pubblico ministero, oggi trasferito ad altra sede, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per insufficienza di prove.

Per i consulenti tecnici d’ufficio si è trattato di un incidente, tesi criticata dal Ctp che invece ritiene dolosa l’origine dello sparo. Il Gip ha riconosciuto alcune effettive incongruenze rispetto all’ipotesi dell’evento accidentale, tali da condividere le osservazioni della difesa sulla necessità di ulteriori indagini. Al di là della posizione del collega indagato, che potrebbe anche avere un’altra posizione, sono ancora troppi i dubbi da fugare nella ricostruzione della dinamica che ha portato alla morte di Giuliana.

Spetterà quindi a un nuovo magistrato, cui verrà assegnato il caso, procedere all’acquisizione di ulteriori chiarimenti da parte dei consulenti e valutare nuovamente eventuali tracce di sangue e impronte digitali su auto e arma utilizzate.


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