Siracusa, tendopoli a Cassibile e contrasto al caporalato: la Cgil scende in campo

Nel progetto c’è anche l’idea di coinvolgere l’Ebas, l’ente bicamerale per l’agricoltura dove convergono i sindacati Flai, Fai, Uila e le associazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e Cia, per un eventuale servizio di pulmini per il trasporto quotidiano dei lavoratori migranti impegnati nella raccolta stagionale

caporalato

La Cgil è pronta a fare il proprio dovere, e dunque a ricoprire il proprio ruolo di tutore dei diritti del lavoro, per dare dignità ai tanti lavoratori migranti oggi accampati a Cassibile e che mirano a essere impegnati nelle campagne per la stagione della raccolta delle patate e delle fragole“.  Lucia Lombardo e Mimmo Bellinvia – rispettivamente componente della segreteria della Cgil di Siracusa e segretario generale della Flai siracusana – intervengono sulla questione dei lavoratori migranti, spiegando a chiare lettere il sistema elaborato per contrastare il caporalato, cancro del mondo dei migranti occupati in agricoltura.

A partire dal mese scorso, in un’ottica di prevenzione, abbiamo partecipato a una serie di incontri dove erano presenti tutti i soggetti a vario titolo coinvolti (dalle associazioni datoriali, al Comune, al mondo del volontariato (con Padre Carlo in prima fila) e dell’assistenza a partire dalla Croce Rossa), per studiare in comune accordo un piano che potesse appunto prevenire eventuali accampamenti – spiega Lucia Lombardo – A distanza di un mese, per quanto vi fosse stata la piena disponibilità da parte di tutti, il piano è rimasto al palo e, come previsto, sono arrivati i lavoratori migranti che, in assenza di un punto di accoglienza strutturato per la loro permanenza temporanea, si sono attendati nel circondario della frazione siracusana, fatto questo che, come ogni anno, suscita malumori tra alcuni residenti oltre a costituire facile strumento di pubblica sobillazione nelle mani di chi non gradisce la presenza di stranieri nel territorio“.

Rincalza Mimmo Bellinvia: “Come sindacato abbiamo una emergenza: contrastare il caporalato. A tal fine avevamo proposto di istituire – sotto il controllo dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro – uno sportello temporaneo di interfaccia fra domanda e offerta; uno sportello a cui si dovrebbero rivolgere gli imprenditori per la ricerca di braccianti stagionali che nello stesso ufficio dovrebbero iscriversi in una apposita lista“.

Nel progetto c’è anche l’idea di coinvolgere l’Ebas, l’ente bicamerale per l’agricoltura dove convergono i sindacati Flai, Fai, Uila e le associazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e Cia, per un eventuale servizio di pulmini per il trasporto quotidiano dei lavoratori migranti impegnati nella raccolta stagionale. “In questa maniera – precisa Bellinvia – si scardinerebbero i due punti fermi del caporalato: da una parte si ordinerebbe il lavoro stagionale facendolo passare attraverso canali ufficiali e dall’altra si regolerebbe il sistema del trasporto“.


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