Siracusa, terremoto nella notte. FdI: “manca un Piano di protezione civile comunale adeguato ai tempi”. L’assessore: “c’è, è in fase di revisione”

Il Piano comunale di protezione civile, fermo sostanzialmente al 2011, è stato al centro di una seduta di Consiglio comunale aperto lo scorso 26 ottobre. Dal 2011 a oggi ci sono stati aggiornamenti parziali, ma l’amministrazione sta lavorando a una revisione generale

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Nelle prime ore di questa mattina sono state avvertite 3 scosse di terremoto, una delle quali più forte con epicentro a Sortino. Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Siracusa esprime vicinanza ai sortinesi in particolare ma anche forte preoccupazione per l’assenza di un piano di protezione civile comunale adeguato ai tempi, come probabilmente in molte altre della provincia.

“La natura non segue le dinamiche politiche, i tempi delle amministrazioni, i tempi giudiziari, o chissà cos’altro, ma agisce, si muove – dice Paolo Cavallaro, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – Già il terremoto nel catanese avrebbe dovuto rompere il silenzio, come anche quelli verificatisi in altri luoghi d’Italia negli anni passati. Ma sappiamo che la nostra città una cosa la sa proprio fare bene: dormire beatamente, purtroppo cullata dal fatalismo di origini antiche. Pochissimi sono i cittadini che conoscono la localizzazione delle aree di raccolta, nessuna simulazione di evacuazione è stata organizzata, se non in alcuni uffici e scuole, nessuna informazione è stata resa in ordine alle vie di fuga e a sistemi rapidi e sicuri di informazioni della cittadinanza in caso di verificarsi di eventi; nessuna notizia è riportata sul sito web istituzionale del Comune, nemmeno un link, un trafiletto, un numero d’emergenza, una chat. E non si dimentichi che la chiusura del viadotto della Targia deve avere di fatto inciso sul vecchio piano di protezione civile, imponendo anche sotto questo profilo la necessità di una rivisitazione. Rivolgiamo un appello al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, ciascuno per quanto di propria competenza, perché rassicurino la cittadinanza in ordine alle misure di protezione civile che saranno apprestate in caso di calamità e perché sia convocato un consiglio comunale ad hoc sul tema, per consentire alla cittadinanza di discuterne con i propri rappresentanti”.

Il Piano comunale di protezione civile, fermo sostanzialmente al 2011, è stato al centro di una seduta di Consiglio comunale aperto lo scorso 26 ottobre. Dal 2011 a oggi ci sono stati aggiornamenti parziali, ma l’amministrazione sta lavorando a una revisione generale (con la definizione di nuovi scenari), alla riorganizzazione di tutta la macchina, coinvolgendo le associazioni di volontariato, e del centro operativo. L’assessore Giusy Genovesi ha chiesto l’aiuto delle Stato e della Regione per uno studio di microzonizzazione sismica il più dettagliato possibile e per la riqualificazione del patrimonio edilizio, incapace di resistere ad un terremoto, e oggi assicura: “il piano c’è, è in fase di revisione. I miei uffici di concerto con l’urbanistica stanno lavorando sulla revisione del piano”.


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