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Siracusa, turismo: lavoratori esclusi dai bonus dello Stato. Dal Pd le proposte per salvare posti di lavoro e famiglie

Sono circa 27mila i lavoratori del settore turistico alberghieroa  Siracusa: la maggioranza di questi è rimasta fuori dalle azioni di tutela del reddito

Ai ritardi nella distribuzione dei buoni pasto per le famiglie indigenti, si aggiunge la mancanza dell’erogazione del bonus da 600 euro, e successivi, ai dipendenti del settore turistico/alberghiero che non abbiano avuto, nel 2019, un contratto che riportasse la voce stagionale”. A denunciarlo è un gruppo di esponenti del Pd di Siracusa (Glenda Raiti, Salvo Adorno, Angelo Greco, Fausto Raciti e Santino Romano) che riportando alcuni dati Istat, denunciano l’”esclusione” di alcuni lavoratori del settore turistico dagli aiuti economici erogati dallo stato durante l’emergenza covid-19.

“Fonte Istat, provincia di Siracusa, classe di età 15 e più, Ateco 2007: commercio, alberghi e ristoranti, anno 2019, occupati 27.000”. In base a questi dati “possiamo affermare, a grandi numeri, che solo 1/10 di queste 27mila persone abbia un contratto che reca la dicitura stagionale, tutti gli altri hanno avuto, e avrebbero avuto anche nel 2020, uno o più contratti determinati rinnovati più o meno volte a seconda della durata delle prenotazioni e dei flussi di lavoro. Tutto ciò rischia di far scivolare la nostra provincia e non solo in un turbine che ci porterebbe inevitabilmente ad un numero molto alto di lavoratici, lavoratori e famiglie che rimarrebbero esclusi da ogni tipo di aiuto da parte delle istituzioni” proseguono gli esponenti del Pd che, quindi, chiedono “di allargare il bonus a tutti coloro che, nel 2019, abbiano avuto un rapporto di lavoro con le aziende che si occupano di turismo, dalla ricettività alla ristorazione, dai servizi affini alle consulenze, fermo restando che accogliamo con piacere l’ipotesi di allungamento della Naspi che potrebbe essere presa in considerazione come prerogativa per il versamento del suddetto bonus. Si potrebbe anche chiedere ai riceventi dei suddetti bonus di collaborare all’attuazione di servizi di promozione, organizzati dai Comuni o dalla Regione, dove la loro conoscenza del settore sarebbe messa a disposizione per una eventuale programmazione e strutturazione rendendo quella che potrebbe essere una stagione senza sbocchi in un laboratorio creativo dove ognuno possa essere, allo stesso modo, un portatore di informazioni o un attuatore di novità. Mettere insieme il clima emergenziale, la formazione e la progettazione per il futuro potrebbe essere un metodo per passare questo infausto periodo guardando ad un domani che renderebbe la nostra provincia un hot-spot dova l’alta qualità del settore turistico diverrebbe molto più attrattiva, magari facendo passare Siracusa da meta di passaggio a meta di stazionamento. Nessuno deve rimanere indietro a prescindere da una lettera scritta in un contratto”.


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