Siracusa, un mazzo di rose per il neo consigliere Simonetta Cascio e le “spine” del ricorso di Ansaldi

Il "giallo" a livello giuridico è stato sollevato dal consigliere comunale Ezechia Paolo Reale

cascio-rose

Un mazzo di rose per “benedire” il suo ingresso in Consiglio comunale. Oggi Simona Cascio, con la surroga approvata dall’aula – che così ha ricostituito il plenum – ha preso il posto della dimissionaria Rita Gentile, che a sua volta ha fatto il proprio ingresso in Giunta al posto del vice sindaco Giovanni Randazzo.

Un momento ricco di commozione per la Cascio che dopo il giuramento, una lunga serie di abbracci con i “compagni” di Lealtà e Condivisione e il mazzo di fiori ricevuto da Ermanno Adorno ha immediatamente preso il proprio posto in aula. Ma sulla ricostituzione del plenum del Consiglio, anzi sulla surroga tra la Cascio e la Gentile è intervenuto il consigliere comunale Ezechia Paolo Reale che ha sollevato alcuni dubbi sul ricorso pendente al Tribunale di Siracusa da parte di Pippo Ansaldi.

Quest’ultimo infatti, per scelta difensiva, aveva presentato ricorso contro la Gentile e non contro il Consiglio, ma adesso che quest’ultima non fa più parte dell’assise bisognerà capire cosa possa accadere se Ansaldi dovesse vincere il ricorso. Un dubbio legittimo, quello sollevato da Reale, perchè se il presidente del Consiglio comunale dovesse tramettere al Tribunale di Siracusa la surroga avvenuta oggi tra la Gentile e la Cascio, il palazzo di Giustizia, vista la tipologia del ricorso pendente potrebbe anche stabilire che “l’oggetto del contendere” sarebbe venuto meno.

Lasciando quindi inalterata la composizione dell’assise e soprattutto al proprio posto la Cascio, protagonista inconsapevole di questo piccolo giallo. Tutte le rose hanno le spine, ma non è detto che ogni volta ci si debba pungere.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo