Siracusa, Operazione Aretusa: colpo alle vecchie e nuove leve della mafia. Sgominati i vertici del clan Bottaro-Attanasio: ecco i nomi e le foto dei 13 arrestati

Le indagini hanno documentato anche lo svolgimento di un vero e proprio “summit”, organizzato da Luigi Cavarra e Gianfranco Urso (figlio del defunto “boss” Agostino Urso, ritenuto tra i fondatori della citata organizzazione mafiosa, inizialmente denominata Urso-Bottaro) con esponenti di vertice dei principali gruppi di spaccio della città

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Nella mattinata odierna, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile della Questura di Siracusa e il Roni del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa in data 18 aprile 2017 dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di quindici persone facenti parte di tre sodalizi criminali operanti a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

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La complessa attività investigativa, svolta avvalendosi sia di metodi tradizionali che di supporti tecnici, oltre che dell’apporto di collaboratori di giustizia, ha disvelato la perdurante operatività del sodalizio mafioso denominato “Bottaro-Attanasio”, storicamente operante nel capoluogo aretuseo, il quale riesce a mantenere il controllo di una rilevante parte del traffico organizzato di stupefacenti effettuato nelle varie zone della città.

Le indagini hanno documentato anche lo svolgimento di un vero e proprio “summit”, organizzato da Luigi Cavarra e Gianfranco Urso (figlio del defunto “boss” Agostino Urso, ritenuto tra i fondatori della citata organizzazione mafiosa, inizialmente denominata Urso-Bottaro) con esponenti di vertice dei principali gruppi di spaccio della città, volto alla definizione di talune problematiche sorte in merito alla gestione del traffico di stupefacente, da cui sono scaturite anche vere e proprie aggressioni fisiche attuate ai danni dei soggetti che non si attenevano alle disposizioni stabilite dai vertici del citato clan mafioso.

Le tre organizzazioni individuate nel corso delle indagini fanno riferimento rispettivamente a Cavarra, Urso e Francesco Satornino, per i quali è stato riconosciuto il ruolo direttivo nell’ambito dei citati sodalizi. In relazione all’organizzazione diretta da Cavarra il Gip ha riconosciuto anche la sussistenza dell’aggravante di aver agito con metodo mafioso ed al fine di agevolare il clan Bottaro/Attanasio, cui era destinata parte dei proventi illeciti.

Nel corso delle indagini è emerso che lo stupefacente veniva acquistato a Catania (attraverso appartenenti al “clan Cappello”), ovvero nella zona di Adrano o nel palermitano, per poi essere immesso nel mercato aretuseo. Le attività investigative hanno consentito il sequestro di stupefacenti, di armi, nonché l’arresto di taluni degli indagati colti in flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sono state intercettate 23 utenze telefoniche, 5 le intercettazioni ambientali e 8 i punti di monitoraggio video

I destinatari del provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere sono Luigi Cavarra (classe 1975); Salvatore Catania (classe 1984); Agostino Urso (classe 1996); Gianfranco Bottaro (classe 1995); Daniele Romeo (classe 1989); Francesco Satornino (classe 1954); Lorenzo Vasile (classe 1963); Francesco Cannata (classe 1983); Francesco Calì (classe 1963); Andrea Abdoush (classe 1979); Emanuele Scattamagna (classe 1987); Gaetano Urso (classe 1978); Luigi Urso (classe1980).


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