Siracusa, Virgilio, Amara, Calafiore, Vinciguerra… Open Land: con l’inchiesta de L’Espresso, dubbi e collegamenti si insinuano su Fiera del Sud

Riccardo Virgilio è il presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa che il 17 ottobre 2012 (sentenza depositata in segreteria il 20 giugno 2013) accolse l’appello presentato dal gruppo Open Land per la realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud contraddicendo integralmente – ma ciò è assolutamente previsto e lecito - la sentenza del Tar Catania del 26 settembre 2011 condannando così il Comune di Siracusa a provvedere al risarcimento dei danni

Siracusa, Fiera del Sud: nonostante i ricorsi al Tar, il 4 aprile la conferenza dei servizi

Piero Amara è il legale di Riccardo Virgilio e dalla Procura di Roma oltre che dall’Espresso sono stati tracciati movimenti economici importanti tra i due. Piero Amara è socio, collega e amico di Giuseppe Calafiore ed entrambi sono coinvolti in un’inchiesta della Procura di Roma per associazione a delinquere. Giuseppe Calafiore è il legale del gruppo Open Land, oltre che compagno della titolare. La sentenza del Cga che ha sancito la colpevolezza del Comune nella gestione del centro commerciale Fiera del Sud (gruppo Open Land) porta la firma del presidente Virgilio (oggi in pensione), difeso da Amara, socio di Calafiore.

La richiesta di risarcimento danni è stata valutata da un consulente nominato dal Cga, tale Salvatore Pace, già conosciuto dalla Procura di Siracusa per aver svolto consulenza per conto del Pm Giancarlo Longo, invitato da Calafiore, amico di Amara a un convegno dell’associazione Aprom. Lo stesso Pace ha svolto il tirocinio per diventare commercialista da Giuseppe Cirasa, commercialista del gruppo Open Land e delle società di Calafiore, amico di Amara, legale di Virgilio, che condannò il Comune nonostante il Tar in primo grado diede torto al privato. Ecco, bastano questi collegamenti per avere qualche dubbio sulla gestione amministrativa della vicenda Open Land, considerato che 2,8 milioni di euro (dei 20 inizialmente emersi dalla consulenza Pace) sono già stati pagati dal Comune al privato.

L’Espresso in edicola ieri ha evidenziato i retroscena di un’inchiesta della Procura di Roma su “un presunto sistema di compravendita delle sentenze all’interno del Consiglio di Stato” in un articolo firmato da Emiliano Fittipaldi e Nello Trocchia: “di certo l’inchiesta è molto complessa – si legge nel periodico – e gli sforzi in campo messi da Procure (anche di altre regioni) e corpi specializzati della Finanza sono enormi. Uno dei professionisti finito nel mirino dei magistrati romani è Piero Amara. Un avvocato di Siracusa accusato, qualche giorno fa, di frode fiscale e false fatturazioni. Ebbene, durante le perquisizioni della società Dagi srl, nella stanza in uso ad Amara, insieme a documenti di ogni tipo, è stata trovato anche un faldone. Dentro, documenti finanziari e investimenti di un pezzo da novanta di Palazzo Spada: Riccardo Virgilio, ex presidente aggiunto del Consiglio di Stato, da poco sostituito da Alessandro Pajno, vicinissimo al capo dello Stato Sergio Mattarella“.

Riccardo Virgilio è il presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa che il 17 ottobre 2012 (sentenza depositata in segreteria il 20 giugno 2013) accolse l’appello presentato dal gruppo Open Land per la realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud contraddicendo integralmente – ma ciò è assolutamente previsto e lecito – la sentenza del Tar Catania del 26 settembre 2011 condannando così il Comune di Siracusa a provvedere al risarcimento dei danni. È però singolare come in alcuni passaggi salienti il Cga in ottemperanza – a settembre del 2015 – contesti il precedente pronunciamento di Virgili: “non v’è più luogo a riflessioni sull’effettiva “ingiustizia” del pregiudizio economico consistito nelle conseguenze patrimoniali negative del ritardato rilascio, o riconoscimento, di un titolo concessorio che, secondo quanto statuito dalla stessa sentenza ottemperanda, non avrebbe mai potuto essere legittimamente rilasciato”.

In pratica, i giudici sembrerebbero ammettere l’ingiustizia di un risarcimento per una concessione edilizia che non sarebbe dovuta essere rilasciata. E i dubbi si insinuano anche sulla gestione della conferenza dei servizi, che da un lato vede il Comune e altri enti contestare il procedimento che ha portato all’apertura e dall’altra il privato sottolineare di non dover passare dalla conferenza dei servizi. Nonostante qualche dubbio emerso sull’imparzialità del Tribunale amministrativo in merito, si è arrivati fino alla Corte di Giustizia Europea che ha rinviato tutto nuovamente a Catania. Dubbi, per ora solo dubbi.


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