Sistema Siracusa, 3 ore di controesame per Calafiore, tra “non ricordo” e poche novità. In attesa del patteggiamento

Per quasi tre ore ha risposto alle domande poste dai legali difensori dell’ex senatore Denis Verdini e del giudice Giuseppe Mineo, oltre che delle parti civili

Dopo la pausa estiva è ripreso ieri a Messina il processo sul sistema Siracusa. All’udienza il protagonista principale era l’avvocato Giuseppe Calafiore – mente dell’organizzazione assieme a Piero Amara – che per quasi tre ore ha risposto alle domande poste dai legali difensori dell’ex senatore Denis Verdini e del giudice Giuseppe Mineo, oltre che delle parti civili (in questo caso, il Comune di Siracusa).

Calafiore, oltre ad aver ribadito una lunga serie di fatti già noti, ha condito la propria deposizione con molti “non ricordo”. L’avvocato, la cui posizione è stata stralciata e che proprio a Messina è in attesa di sapere se l’ultima richiesta di patteggiamento presentata verrà accolta ha dato pochi spunti di novità, anche se nelle sue ultime dichiarazioni sono spuntati nomi di nuovi giudici. Il legale del Comune, Davide Bruno, ha prodotto e depositato alcuni documenti in merito alla convenzione stipulata dall’ex dirigente Mauro Calafiore sui terreni in cui sarebbe dovuto sorgere il complesso Am Group con le 71 villette di Epipoli.

In pratica si tratta del vincolo di inedificabilità già comunicato al Comune in occasione dell’incontro di concertazione sul Piano paesaggistico provinciale del 24 febbraio 2011 in cui la rappresentante della Soprintendente interviene notando la mancanza nel Prg del vincolo archeologico Epipoli decretato nel 1958. Calafiore (Mauro) ribadisce che il Prg riporta tutti i vincoli così come trasmessi dalla Soprintendenza nel corso della redazione del Piano, tesi ribadita anche da Calafiore (Giuseppe). La concertazione viene aggiornata all’1 marzo, ma a quell’incontro il Comune non va e l’ingegnere Calafiore firma le convenzioni dal notaio Coltraro. La volontà dell’avvocato Bruno è sembrata quella di riaprire alcune “partite” finora rimaste da parte, ma l’impressione ieri a Messina è stata quella di voler chiudere e portare tutto a termine senza nuovi inserimenti.

L’atteggiamento nei confronti delle parti civili è nuovamente apparso di particolare insofferenza e sembrerebbe chiaro quindi che si attenda soltanto la conclusione dei vari procedimenti penali attualmente in corso. E il patteggiamento di Calafiore, il 18 ottobre, appare scontato dopo quanto accaduto anche con il collega Amara. Anche se, piccola nota a margine quasi di colore, lo stesso avvocato siracusano non ricordava più in quante Procure siano ancora aperti procedimenti nei suoi confronti.


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