Sistema Siracusa, Amara e Calafiore “in deroga” alla spazzacorrotti: sospeso l’ordine di carcerazione di Roma

A Messina i due avvocati hanno anche ottenuto la riunione di due tronconi e gli atti sono stati trasferiti a un altro gup. Udienza il 18 luglio

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Sospeso l’ordine di carcerazione per gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Nonostante la nuova legge cosiddetta “spazzacorrotti”, la Procura di Roma ha accolto la questione sollevata dai difensori dei due legali concedendo loro il diritto ad accedere ai benefici penitenziari riconosciuti grazie alla collaborazione con gli inquirenti.

Gli avvocati difensori dei due principali protagonisti del Sistema Siracusa hanno sottolineato come nella sentenza di patteggiamento con i magistrati capitolini (a una pena a 3 anni di reclusione Amara e a 2 anni e nove mesi Calafiore), sia già contemplato il diritto ad accedere ai benefici in quanto collaboratori in deroga alla spazzacorrotti (che dal 31 gennaio manda obbligatoriamente in carcere i condannati definitivi per reati contro la pubblica amministrazione, senza poter chiedere, in stato di libertà, una misura alternativa).

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha comunque sollevato questione di legittimità costituzionale, inviando gli atti alla Consulta, sulla irretroattività della Spazzacorrotti. Si attende il pronunciamento della Corte costituzionale che dovrà decidere se una modifica normativa afflittiva possa essere o meno retroattiva (reato commesso in data precedente a quella della sua entrata in vigore e con sentenza irrevocabile in data successiva), e se sia ragionevole estendere un regime pensato per mafia e terrorismo ai reati contro la pubblica amministrazione.

In ogni caso, l’ordine di carcerazione che avrebbe dovuto essere adottato da Roma è sospeso dall’ufficio esecuzioni in attesa della concessione dei benefici penitenziari che saranno richiesti a breve.

A Messina gli avvocati Amara e Calafiore hanno anche chiesto di riunire al procedimento sul troncone “Bigotti” il primo processo che li vede coinvolti e per il quale ormai da mesi tentano – ma non riescono – di patteggiare la pena. L’ultima volta davanti al gup Monia De Francesco, a cui era stata chiesta l’astensione. Che a questo punto diventa superata perché la richiesta di riunione è stata accolta e gli atti sono stati trasferiti al gup Tiziana Leanza (che aveva già respinto la prima richiesta di patteggiamento il 10 settembre 2018).

Intanto l’ ex pm Longo – che la scorsa settimana è stato arrestato a Roma per il patteggiamento della pena a 5 anni -, ha avanzato richiesta di patteggiamento anche in questo processo, stessa strada seguita da Gaboardi. Udienza rinviata al prossimo 18 luglio quando i due tronconi saranno riassunti e si discuterà del rinvio a giudizio degli avvocati Amara e Calafiore, con quest’ultimo atteso il 25 settembre a Messina per il controesame nel filone principale, già in udienza collegiale.


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