Sistema Siracusa, Amara patteggia a Messina: un anno e due mesi. Rinvio a giudizio per gli altri imputati

L’avvocato ha patteggiato in continuazione la pena di un anno e due mesi di reclusione e 89 mila euro di multa (a Roma erano 3 anni)

L’avvocato Piero Amara è riuscito a patteggiare anche a Messina.

Dopo aver chiesto di riunire il suo procedimento al troncone “Bigotti”, ha ritentato il patteggiamento. E stavolta c’e riuscito.

Il gup Tiziana Leanza (che aveva già respinto la prima richiesta di patteggiamento il 10 settembre 2018), ieri dopo una lunga Camera di Consiglio ha stralciato la posizione di Amara che ha patteggiato in continuazione la pena di un anno e due mesi di reclusione e 89 mila euro di multa (a Roma erano 3 anni) aumentando la precedente richiesta di 9 mesi e 6 giorni ma considerando la riunione dei procedimenti e dei capi di accusa.

La richiesta di astensione della Leanza è stata invece accolta dal presidente del Tribunale limitatamente alle posizioni di Giancarlo Longo e Giuseppe Calafiore. L’ex Pm ha chiesto il patteggiamento in continuazione rispetto alla condanna di Roma a 5 anni (o in alternativa di procedere con il giudizio abbreviato) e anche Calafiore insisterà con la proposta già presentata in precedenza, ma nel frattempo la loro posizione è stata stralciata e rinviata ad altro giudice al 18 ottobre.

Disposto il rinvio a giudizio invece per tutti gli altri imputati che dovranno comparire per l’udienza del 20 novembre 2019: l’imprenditore Ezio Bigotti (confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari, è stata rigettata la richiesta di revoca avanzata dai suoi legali), i commercialisti Vincenzo Ripoli, Francesco Perricone e Cesare Pisello e per l’ex dirigente del Comune Mauro Calafiore. Stralciata anche la posizione del tecnico petrolifero Massimo Gaboardi, che, dopo il rigetto della richiesta di patteggiamento, ha chiesto di poter essere giudicato con il rito abbreviato.


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