Sistema Siracusa: Amara “Peter Pan”, Calafiore “Escobar”, Ferraro “Zorro” e il timore di essere intercettati

Singolare il modo in cui le Fiamme Gialle scoprono i nickname: Luigi Caruso, ex giudice della Corte dei conti, oggi in pensione - non indagato nell’inchiesta ma ritenuto in rapporti di “assidua frequentazione” con Amara

intercettazioni

Piero Amara è “Peter Pan”, il socio avvocato Giuseppe Calafiore è “Escobar”, il factotum del gruppo Alessandro Ferraro è “Zorro”. Come ricostruisce la Guardia di Finanza di Roma, per parlare tra loro e con gli altri arrestati dalla Procura di Roma era stato trovato un canale criptato per parlarsi e scambiarsi informazioni: Wickr me, un sistema che “occulta le informazioni identificative compresa la Imei del telefono cellulare utilizzati”.

Singolare il modo in cui le Fiamme Gialle scoprono i nickname: Luigi Caruso, ex giudice della Corte dei conti, oggi in pensione – non indagato nell’inchiesta ma ritenuto in rapporti di “assidua frequentazione” con Amara – viene ascoltato durante un’intercettazione ambientale in cui tenta di far ripartire l’applicazione (il suo nick è “minchia69”) e di riaccreditare alcune utenze registrate sul suo nuovo telefono cellulare. Non riuscendoci, chiede aiuto all’autista. Eppure il timore di essere intercettati è grande. Nell’ex magistrato contabile, che viene avvertito dall’avvocato siracusano di essere sotto intercettazione (la stessa soffiata arriva a Raffaele De Lipsis, ex presidente del Cga siciliano):

Caruso: “ma la cosa… la cosa impressionante è che siamo sotto intercettazione”
De Lipsis: “vabbé, tanto… tanto… (incomprensibile)… bisogna vedere quanto sia vero“.
Caruso: “tu pensi, scusa, quello che ti ho detto è verità… i servizi… non l’ho mai visto così terrorizzato (inc…) … mai … dice “ma… tu… che cazzo faccio””.

Caruso poi riferiva a De Lipsis come fosse stato Piero (Amara, secondo gli investigatori) a informarlo di intercettazioni telefoniche nei suoi confronti. Eppure, e questo faceva “impazzire” Caruso, De Lipsis continuava a parlare indisturbato al telefono.

E poi c’era la paura di Calafiore e Amara. Il primo il 12 maggio 2017 riceve un messaggio dalla Vodafone: un link per un aggiornamento sulla sua linea. E quando lo chiama “Giulia”, Calafiore risponde nervoso: “ma io sono, signorina… ho un vizio… Non faccio aggiornamenti… quindi sono uno… sono uno strano… Io butto i telefoni ho la fissazione ha capito? Sono uno fissato… non mi chiami più perché io aggiornamenti non ne faccio… buona giornata”.

Il secondo non vuole incontrare Caruso, che aveva bisogno di aiuto con l’app per il telefono, in studio. Alla fine in quel contesto emergeva – si legge nell’informativa della Guardia di Finanza di Roma – la disponibilità di notizie coperte da segreto istruttorio con conseguente rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.


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