Sistema Siracusa, depositate le motivazioni del Tribunale del Riesame. La difesa ipotizza il ricorso in Cassazione

Coinvolti nell'inchiesta delle Procure di Messina e Roma su un presunto giro di sentenze pilotate per agevolare gruppi imprenditoriali vicini agli stessi, è quasi scontato che i legali difensori dei due presenteranno ricorso

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Il Tribunale del Riesame di Messina ha depositato le motivazioni del provvedimento di conferma delle misure cautelari nei confronti degli indagati nella vicenda “Sistema Siracusa”. I giudici hanno spiegato le motivazioni che li hanno portati a condividere la linea del gip del tribunale di Messina, Maria Vermiglio, che aveva rigettato le richieste di remissione in libertà o di applicazione di misure cautelari meno afflittive a carico degli indagati.

Giuseppe Calafiore e Piero Amara restano in carcere, coinvolti nell’inchiesta delle Procure di Messina e Roma su un presunto giro di sentenze pilotate per agevolare gruppi imprenditoriali vicini agli stessi, ma a questo punto è quasi scontato che i legali difensori dei due presenteranno ricorso in Cassazione.

Dopo lo studio delle motivazioni, infatti, gli avvocati di Amara e Calafiore, ma anche dei consulenti Mauro Verace, Vincenzo Naso e Francesco Perricone, del giornalista Giuseppe Guastella e dell’imprenditore siracusano Alessandro Ferraro valuteranno se ricorrere alla Corte di Cassazione per modificare la custodia cautelare. Per adesso soltanto l’ex Pm Giancarlo Longo è passato dal carcere ai domiciliari.


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