Sistema Siracusa, “mi è salita la pressione”: Ferraro e lo sgarbo a Pippo Gianni che incrinò i rapporti con Amara

“Tu mi stai autorizzando... se io domani trovo tuo padre sulla mia strada mi stai autorizzando a utilizzare il tuo stesso metro che hai utilizzato con Pippo Gianni. Sapevi che io sono legato quasi come se fosse mio padre, hai fatto una cosa del genere...”

Foto La Sicilia

“Intanto mi è salita la pressione perché questa cosa è una cosa che mi ha dato fastidio”. L’amicizia, la famiglia, il dovere quasi di un figlio nei confronti di un quasi genitore. Questo era (è) il sindaco di Priolo Pippo Gianni per Alessandro Ferraro. E per questo l’uomo di fiducia di Amara aveva perso la fiducia in Amara. E chissà se l’ha mai ritrovata negli anni successivi. Probabilmente, oggi, l’ha proprio persa del tutto. Ma favorire Gennuso a scapito di Gianni per le elezioni regionali no, non lo poteva digerire.

L’imprenditore Alessandro Ferraro il 25 luglio 2018 racconta con difficoltà e con la “pressione alta” al pubblico ministero Paolo Ielo la presunta corruzione di Gennuso per un seggio all’Ars. Ferraro – che finora non ha mai detto nulla di più di ciò che già sapevano i magistrati e che ancora attende un confronto con Amara – dice di non avere notizie certe sulla sentenza comprata del Cga, che ritiene “una cattiveria fatta anche a me, non solamente a Pippo Gianni”. Tanto da aver detto ad Amara dopo aver letto gli atti della Procura di Palermo (inizialmente titolare dell’indagine), come si legge tra le carte dell’interrogatorio, “tu mi stai autorizzando… se io domani trovo tuo padre sulla mia strada mi stai autorizzando a utilizzare il tuo stesso metro che hai utilizzato con Pippo Gianni. Sapevi che io sono legato quasi come se fosse mio padre, hai fatto una cosa del genere…”.

Amara, che è stato l’avvocato dell’attuale sindaco di Priolo, gli rispose che era Calafiore ad aver fatto tutto. “Era sottinteso che si erano messi d’accordo per rifare le elezioni proprio in quelle sezioni dove Gennuso era molto più forte e aveva molti più voti rispetto a Gianni o rispetto al notaio Coltraro, che poi doveva essere la vittima ma di fatto vittima non poteva essere perché era legato poi da rapporti di parentela con Calafiore. Quindi la vittima destinata era Pippo Gianni”.

E no, questo non l’ha mai digerito, Ferraro. Così come continua a non digerire il fatto che i due avvocati stiano parlando a ruota libera coinvolgendo parenti, amici e affari ormai compromessi che di fatto hanno chiuso una stagione difficilmente replicabile. Un Sistema ormai compromesso che per lui potrebbe voler dire carcere, più lungo dei due ideatori. Ferraro ha infatti avanzato richiesta di rito alternativo condizionato alla posizione di Amara. Ma questa, comunque, è più un’impressione.


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