Sos Siracusa critica il rimpasto in Giunta. Fari puntati sull’assessore Fontana

"Salta all'occhio il ruolo professionale del neo assessore all’Urbanistica in qualità di progettista di un comparto di ville mono e bifamiliari che hanno interamente ricoperto una zona mite di campagna come Isola-Carrozzieri"

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Sos Siracusa in merito all’ultimo rimpasto in Giunta da parte del sindaco Italia, con particolare riferimento alla posizione dell’assessore all’Urbanistica Maura Fontana.

Il recente rimpasto di giunta che ha visto la nomina del nuovo assessore all’Urbanistica ci pone alcuni dubbi e interrogativi. Se nulla si può aggiungere sulla vicenda giudiziaria che l’ha vista assolta in merito ad un’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non sussiste, in qualità di proprietaria-committente e progettista di un complesso turistico sopra il Fiordo della Pillirina e all’interno degli attuali confini della Riserva Terrestre Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena, non si può non ricordare, come già fatto da alcuni organi di stampa locali, che la stessa sentenza riporta al suo interno che “i provveddimenti concessori (…) devono ritenersi afflitti da alcuni rilevanti profili di illegittimità”.

Allo stesso tempo salta all’occhio il ruolo professionale del neo assessore all’Urbanistica in qualità di progettista di un comparto di ville mono e bifamiliari che hanno interamente ricoperto una zona mite di campagna come Isola-Carrozzieri. 

Comparti di edilizia convenzionata frutto di uno scellerato Prg le cui ripercussioni sono oggi chiaramente visibili dall’Isola, all’Epipoli passando per Tremmilia, con un’espansione a macchia d’olio della città che ne ha massacrato il profilo con numerosi scheletri di case ancora oggi invendute. Un aumento ingiustificato di volumi e superfici edificate che rende ancor più difficile e antieconomica la gestione dei principali servizi al cittadino che spesso lamentiamo. 

Alla luce delle premesse, non è in discussione la moralità delle scelte di un libero professionista (che come tale, nel risperto della legge, è libero di mettere  le proprie competenze a disposizione di qualsiasi progetto, anche quelli urbanisticamente più discutibili). Solleviamo, piuttosto una questione di opportunità politica e di compatibilitá con gli indirizzi del programma politico della Giunta attuale in termini di “consumo di suolo zero”.

Ci auguriamo che questa scelta non costituisca la premessa di un ritorno a un passato che  vorremmo fosse superato una volta per tutte, quello dello sciagurato piano regolatore Bufardeci – Reale, quello dei mega comparti turistici sulle Mura Dionigiane e dei villaggi turistici sulla costa, cucito a misura della speculazione edilizia. Se così fosse, se si volesse tornare indietro rispetto alla stagione della tutela del paesaggio, delle Varianti della Bellezza, del piano paesaggistico e del parco archeologico, non esiteremmo un attimo a mobilitarci. Questa città ha bisogno di rigenerare e qualificare il patrimonio edilizio esistente, di reti e servizi efficienti, non di altro cemento”.


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