Suolo pubblico a Siracusa, Confcommercio al Comune: “nessuna compensazione, prorogare la scadenza dei pagamenti”

Le aziende, nelle more, possono continuare a occuparsi del proprio lavoro in attesa di ricevere la regolare notifica di pagamento

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“Le imprese oggi devono essere ascoltate, aiutate, sostenute. Non possono essere oggetto di vessazioni continue su tutti i fronti. La Confcommercio, che oggi rappresenta una delle realtà associative più radicata e presente nel territorio, non può accettare la politica di aumenti indiscriminati sempre a carico degli stessi operatori economici, quando, invece, l’azione da intraprendere senza condizioni è la lotta all’abusivismo nel suolo pubblico, che oramai imperversa in ogni angolo. Attività alimentari, panifici, pizzeria da asporto, salumerie, trasformarti in ristoranti – senza i dovuti requisiti di legge – nella più totale indifferenza“. Il presidente di Confcommercio Siracusa, Elio Piscitello, torna a parlare degli aumenti della Cosap (la tassa sul suolo pubblico) dopo che l’amministrazione comunale ha provato a fare chiarezza a seguito della delibera di Giunta e la seguente rimodulazione del Consiglio comunale.

Alcune persone vedono nell’impresa privata una tigre da uccidere subito, altre una mucca da mungere, pochissime la vedono come è in realtà, un robusto cavallo che traina un carro pesante”. Se non si comprendono fino in fondo queste poche parole di Winston Churchill, qualsiasi sistema comunitario non potrà mai crescere – sottolinea –. Ritorniamo sull’argomento perché non possiamo avallare le mezze misure. È oramai chiaro che l’aumento del suolo pubblico, così come è stato presentato, dovrà essere ritirato. Tuttavia, non è altrettanto possibile accogliere il principio di far pagare comunque il suolo pubblico con tariffe erroneamente aumentate, per poi attendere un ipotetico conguaglio. Comprendiamo le difficoltà economiche in cui versa la pubblica amministrazione e i vincoli a cui è sottoposta, ma non possiamo accettare ancora una volta che il carico più pesante sia sempre sulle spalle degli imprenditori. Che il giro di vite venga applicato sempre alla stessa gente che lavora e che si spacca la schiena ogni giorno per garantire un lavoro per se e per i propri dipendenti”.

Non è piaciuto, quindi, l’invito dell’assessore Lo Iacono ai commercianti a pagare il primo acconto così come ricalcolato dal Comune per poi avere la possibilità di andare in compensazione una volta stabilite le nuove scadenze di pagamento.

La Confcommercio chiede invece di prorogare la scadenza dei pagamenti, al fine di poter ripristinare le tariffe anche in sede di approvazione del bilancio preventivo. Così, le aziende, nelle more possono continuare ad occuparsi del proprio lavoro in attesa di ricevere la regolare notifica di pagamento. “Le imprese, non sono aprioristicamente contrarie agli aumenti razionali e motivati – conclude Piscitello – ma ogni iniziativa di questo genere deve essere, concordata, condivisa, pianificata. Non possiamo creare una comunità di senso con questi processi che invece allontanano ogni possibilità di dialogo. L’associazione dei commercianti conosce bene quali sono le istanze dei pubblici esercizi e vuole trovare una mediazione, quanto più condivisa, insieme agli amministratori, senza pensare però di poter mungere la mucca, ma di trainare insieme il carro pesante”.


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