Trivellazioni nel Val di Noto: il comitato No Triv si appella al Governo regionale e nazionale

Il comitato chiede al presidente Nello Musumeci di fare un passo indietro e revocare il permesso di ricerca di idrocarburi nella Sicilia Sud-Orientale “Fiume Tellaro” rispetto al quale la Regione Siciliana ha recentemente concluso positivamente la procedura di “Screening” della Via

Siracusa, Referendum No-triv: stasera un flash mob del Meetup contro le trivellazioni in mare Immagine di repertorio

Il coordinamento No Triv Val di Noto, a nome di associazioni naturalistiche, culturali, archeologiche, turistiche e del comparto agroalimentare, dichiara nuovamente la propria forte contrarietà al permesso di ricerca di idrocarburi nella Sicilia Sud-Orientale “Fiume Tellaro” rispetto al quale la Regione Siciliana ha recentemente concluso positivamente la procedura di “Screening” della Valutazione di Incidenza Ambientale.

Tale autorizzazione prevede attività di ricerca, ma ha ovviamente come obiettivo ultimo l’estrazione di idrocarburi nel Val di Noto; un territorio che in questi ultimi anni si è affermato come meta turistica di rilievo sia per le riserve naturali e le importanti zone di interesse storico-archeologico, sia per la produzione di prodotti agricoli ed enogastronomici di qualità.

Inoltre – si legge in una nota firmata dal comitato No Triv – la procedura di autorizzazione non ha, come avrebbe dovuto invece fare, verificato le innumerevoli criticità di una possibile fase di estrazione. Si è applicato, pertanto, in modo incompleto e pericoloso, quanto disposto dalle norme vigenti per la tutela dei Siti Natura 2000, il tutto mentre è in corso una procedura di pre-infrazione per la non corretta applicazione della procedura di Valutazione di Incidenza. È del tutto anacronistico puntare sugli idrocarburi: i cambiamenti climatici, gli effetti dell’inquinamento, gli sviluppi delle rinnovabili, ci hanno ormai imposto di cambiare le politiche energetiche. Allo stesso modo dobbiamo preservare il territorio, la salute e le risorse naturali dal «barbarismo del petrolio» (cit. Monsignor Staglianò, Vescovo della Diocesi di Noto) che ha avvelenato e continua ad avvelenare la nostra isola”.

Il comitato chiede al presidente Nello Musumeci di fare un passo indietro e revocare il permesso “Fiume Tellaro” ed altri che riguardano la terra e i mari siciliani e ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico di dichiarare definitivamente il Val di Noto incompatibile con qualsiasi progetto di ricerca e coltivazione di idrocarburi, anche mediante la convocazione immediata degli Enti locali per la partecipazione attiva alla Conferenza Unificata volta all’adozione del Piano per la Transizione Energetica (Pitesai). “Il territorio si era già espresso chiaramente 12 anni fa – conclude la nota – e ancora oggi ribadisce compatto il suo No alle trivelle”.


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