Un duro colpo per le Saline di Priolo, ma non tutto è perduto: le immagini del disastro alla riserva

Saline di Priolo tornerà ad essere quella di prima cioè un luogo di natura dove fare delle passeggiate rilassanti

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“La vita, piano a piano, si riprenderà e la natura ripartirà da ciò che si è salvato dal drammatico incendio dello scorso 10 luglio. È stato un duro colpo per la Riserva Naturale Saline di Priolo ma non tutto è perduto”. A qualche giorno dal grosso incendio che ha distrutto le saline di Priolo, i verdoni, i cardellini, i passeri e gli usignoli di fiume son tornati a cantare, qualche topolino si vede correre da un ramo ad un altro mentre per terra qualche serpente scivola via da una pietra a un’altra, qua e là qualche lucertola campestre fa capolino fra il nero della vegetazione ormai bruciata. Fabio Cilea, direttore della Riserva naturale Saline di Priolo, dopo lo sconforto iniziale ha verificato le condizioni della riserva dopo le fiamme del 10 luglio scorso  (che ha anche lambito la zona industriale) adesso pensa ai modi per far rinascere l’area protetta.

Aspettava con ansia qualche pioggia per rivedere il verde delle piante e questi due giorni hanno dato una mano alla riserva. “Da qui – dice – Saline di Priolo tornerà ad essere quella di prima cioè un luogo di natura dove fare delle passeggiate rilassanti”.

 


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