123 milioni di euro per il 118 a fronte di un servizio che è stato spesso fonte di malumori e di inchieste giudiziarie.
Il deputato regionale Vinciullo propone, con un disegno di legge, una riorganizzazione della rete del 118 tramite la costituzione di una apposita agenzia regionale per il 118 che gestisca tutto il personale, i mezzi e le strutture.
“Il Servizio Urgenza Emergenza Sanitaria “118” (S.U.E.S.) è un servizio, gestito dalla Regione siciliana, che riveste, nel settore della sanità, un particolare rilievo: di fatto si occupa del pronto intervento a mezzo ambulanze su tutto il territorio regionale.
Tale servizio è regolato da una convenzione tra la regione siciliana e la Croce Rossa Italiana stipulata nel marzo 2001 e successivamente prorogata in virtù di successivi interventi legislativi e amministrativi.
A sua volta la C.R.I., nella gestione del servizio, ha attivato una convenzione con la SI.S.E. spa, società in house della stessa CRI, che, tra l’altro, si è occupata dell’acquisto dei beni strumentali e delle procedure di reclutamento del personale autista/soccorritore.
La cifra che la Regione spende annualmente per tutti i servizi dell’emergenza 118 si aggira intorno ai 123.000.000,00 di Euro.
A fronte di tale spesa, – conclude l’onorevole Vincenzo Vinciullo – il servizio offerto dalla S.I.S.E. spa è stato spesso fonte di notevoli malumori e, in qualche caso, anche di inchieste giudiziarie.
E’ da evidenziare anche che la copertura territoriale dello stesso servizio di pronto soccorso sanitario, in teoria regolato in funzione del numero di abitanti, non ha riscontri in termini di effettiva copertura, tenendo conto che la nostra Regione, per motivi geografico-ambientali, ha delle peculiarità tali che solo uno specifico studio basato su problematiche logistiche potrebbe dare un servizio globale all’intera Regione”.
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