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A Floridia una serata dedicata ad Armida Barelli, la donna che ha cambiato il laicato

A poche ore dalla beatificazione, la Chiesa Madre ha ospitato una conferenza sulla vita della donna che il 30 aprile è stata proclamata Beata

Floridia ricorda Armida Barelli. A poche ore dalla beatificazione, la Chiesa Madre ha ospitato una conferenza sulla vita della donna che il 30 aprile è stata proclamata Beata.

A promuovere questo appuntamento l’avvocato Daniela Beltrami che ha tenuto una relazione per ripercorrere le tappe più importanti di Armida Barelli e che ha coinvolto anche la parrocchia di San Bartolomeo, la parrocchia di San Francesco, l’Azione Cattolica, l’Ordine secolare francescano e gli Amici dell’Università Cattolica.

Ad aprire l’incontro padre Alessandro Genovese, parroco della Chiesa Madre che ha introdotto la relazione della Beltrami: “siamo in un giorno bello per la donna o meglio ancora per la donna nella dimensione della vita ecclesiale – ha esordito –. Oggi celebriamo la festa di santa Caterina da Siena, una grande donna che è riuscita a fare grandi cose e sempre oggi la nostra Daniela Beltrami ci presenterà la figura di Armida Barelli, una straordinaria donna che a cavalo fra l’Ottocento e il Novecento, grazie agli incontri che realizza, riesce a mettere in atto quello che è la bellezza dell’essere donna all’interno della chiesa, diventando sale e lievito di due realtà che noi abbiamo ancora oggi presenti a Floridia: il terz’ordine Francescano e l’Azione Cattolica”.

Alla Beltrami il compito di tracciare il profilo privato e pubblico della Beata. “Nata in una famiglia borghese di Milano, come d’abitudine in quegli anni, viene mandata a studiare dalle suore in Svizzera. Qui avviene la prima vicinanza con la spiritualità dove “incontra” santa Elisabetta Regina d’Ungheria e la erge a sua protettrice” racconta la relatrice. In un’epoca in cui le donne potevano essere o mogli e madri o suore, Armida Barelli prenderà dei voti privati prospettando una modalità nuova di religiosità e di spiritualità nel mondo. “Dall’incontro con padre Agostino Gemelli – prosegue la Beltrami – si forma la necessità di formare una classe dirigente nuova che porterà alla nascita dell’Università Cattolica. Armida Barelli è una donna di cultura che parla le lingue e viaggia in Italia e in Europa per inaugurare la Gioventù femminile, su incarico di papa Benedetto XV. Sperimentando su di sé ha proposto alle altre donne una modalità di spiritualità inedita e innovativa tanto che fonda una comunità di suore laiche: le Missionarie della Regalità”.

Guardando alla figura e alla testimonianza di Armida Barelli sono due le cose che più di altre emergono, come sottolinea don Lorenzo Russo, parroco della chiesa di San Francesco: “innanzitutto l’importanza di un laicato maturo. Per i tempi in cui ha vissuto, Armida Barelli si è messa in gioco tantissimo perché il laicato non fosse solo un’appendice del clero ma fosse veramente impegnato nel mondo. E poi il fatto che fosse donna. Una delle critiche che tante volte si rivolge alla chiesa e che, in qualche modo, relega in disparte il ruolo delle donne, mentre abbiamo coscienza che da sempre le donne hanno avuto un posto dentro la chiesa. Non sono mai state escluse, ma, con il loro carisma e con le loro differenze rispetto a noi uomini, hanno tutto il diritto e il dovere di impegnarsi e Armida, in questo, è stata veramente una figura importante e oggi raccogliamo i frutti della sua testimonianza”.


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