Ultime news

A Marzamemi la chiesa riapre dopo 77 anni: un simbolo del borgo si trasforma nel “Museo del Mare”

La gestione quotidiana delle aperture è affidata alla Pro Loco e ai giovani del Servizio civile

Dopo oltre settant’anni di chiusura, da aprile la chiesetta affacciata sulla piazzetta di Marzamemi ha di nuovo le porte spalancate. A restituirla alla comunità e ai visitatori è la Pro Loco Marzamemi, che in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa e il Comune di Pachino ha riaperto l’edificio il 12 aprile 2025, dopo un lunghissimo silenzio.

“Da quella data – racconta il presidente della Pro Loco, Nino Campisi – abbiamo riaperto la chiesa di Marzamemi, che era chiusa da circa 77 anni. La teniamo fruibile grazie al contributo fondamentale dei ragazzi del Servizio civile universale che prestano servizio presso la Pro Loco”.

La piccola chiesa è un frammento prezioso della storia del borgo:
fu costruita nel 1752 ed era dedicata alla Madonna del Carmelo. È il luogo in cui i tonnaroti e le loro famiglie, si riunivano per le celebrazioni religiose fino al 1948, quando l’edificio fu chiuso e, di fatto, dimenticato.

Oggi chi entra varca una soglia doppia: quella architettonica, fatta di pietra e memoria, e quella simbolica di una comunità che si riprende un pezzo importante della propria identità.

La riapertura non è solo un atto di tutela, ma un vero progetto culturale.
All’interno, infatti, la Soprintendenza ha allestito il Museo del Mare, che raccoglie reperti del relitto collegato al cosiddetto “tempio bizantino” di Marzamemi, frutto delle campagne di recupero condotte nelle acque della zona anche con il coinvolgimento dell’Università di Stanford.

“I visitatori – spiega Campisi – possono entrare nell’antica chiesetta che i Donnaroti frequentavano fino al 1948 e, allo stesso tempo, scoprire una parte straordinaria della storia sommersa di questo territorio. Ospitiamo i reperti della seconda campagna di recupero del relitto bizantino, che è stato studiato e riportato alla luce qui a Marzamemi”.

Colonne, elementi lapidei, frammenti che raccontano rotte, commerci e relazioni tra Oriente e Occidente diventano così parte di un percorso che lega mare, fede, lavoro e archeologia subacquea.

La gestione quotidiana delle aperture è affidata alla Pro Loco e ai giovani del Servizio civile universale, che accompagnano turisti e curiosi alla scoperta della chiesa e del museo.

Un dettaglio non marginale: in un borgo spesso raccontato solo per movida ed eventi estivi, la riapertura di questo spazio sacro e culturale segna una direzione diversa, fatta di fruizione lenta, visite guidate, racconto dei luoghi e delle loro radici.

La chiesa – uno degli edifici più fotografati della piazzetta – smette così di essere solo scenografia e torna ad essere spazio vivo, visitabile, con contenuti e narrazione.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo

© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni

Le notizie più lette di oggi