Una battaglia all’ultimo sangue, tra chi vuol tenere in piedi il consiglio comunale e chi no, combattuta su trame kafkiane e con epiloghi che (forse) sono sfuggiti di mano anche ai protagonisti della vicenda. E il bilancio di previsione 2019, all’alba del 2020, rimane solo un piccolo – ma decisivo – dettaglio. Se la prima seduta pre natalizia del consiglio si è conclusa con una sorprendente bocciatura in un clima di stupore e anche con un pizzico di “confusione”, la seconda, prevista ieri sera, è finita nell’oblio di un annullamento. In tarda serata, pochi minuti prima dell’inizio della seduta convocata per le 20,30, è giunta una nota da parte del presidente dell’aula di via Tasca, Corrado Scrofano, con cui è stato annunciato l’annullamento su “richiesta pervenuta a mezzo Pec dei consiglieri comunali all’ufficio segreteria e al segretario generale”. Sulla motivazione a supporto dell’istanza, non è ancora dato sapere.
Lotta fratricida
Dopo la bocciatura del documento finanziario durante la seduta del 23 dicembre, si è spaccata la maggioranza e si sono ufficialmente separate le strade del gruppo dei sei consiglieri di Prospettiva (Mary Lupo, Corrado Scrofano, Paoletto Campisi, Elisea Santocono, Paolo Giuliano e Giorgio Chiaramida) e dei due di #Insieme (Corrado Lentinello e Rachele Rocca) rimasti gli unici fedeli al sindaco Gaetano Montoneri. Prospettiva ha mosso le proprie pedine nello scacchiere per tentare di riportare in aula il bilancio e salvare il consiglio, mentre Lentinello e Rocca hanno contrattaccato annunciando denunce e ricorsi per provare a “liberare” il sindaco dal potere dei numeri in aula, che cominciano a diventare fastidiosi e divergenti.
Mosse e contromosse
Dopo i nulla di fatto all’antivigilia di Natale, il presidente del consiglio Scrofano ha convocato una nuova seduta per il 30 dicembre, con all’ordine del giorno la revoca dell’atto di bocciatura del bilancio avvenuta nel precedente consiglio, e la riproposizione della votazione. La contromossa di Lentinello e Rocca non si è fatta attendere: i due consiglieri hanno scritto al segretario generale dell’ente, Daniele Gianporcaro (e per conoscenza alla Procura e alla Prefettura di Siracusa e alla Regione), chiedendo un parere di legittimità. “La convocazione – si legge nel documento a firma Rocca e Lentinello che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni – risulta a nostro parere illegittima, stando al regolamento comunale, in quanto il primo punto all’ordine del giorno risulta monco della relazione illustrativa e non risulta nemmeno alcuna proposta di deliberazione. La riteniamo una forzatura politica degli atti amministrativi che non condividiamo assolutamente e su cui chiediamo la tutela della legalità e della correttezza dei procedimenti amministrativi”.
La nota di riscontro del segretario generale arriva nel primo pomeriggio di ieri, ma senza il tanto atteso parere di legittimità, poiché lo stesso ha specificato che “non può entrare nel merito della scelta del presidente del Consiglio di convocare la seduta – si legge nella nota del segretario Giamporcaro – e non risulta possibile esprimersi sulla regolarità o meno di una proposta che al momento non risulta presente in quanto non depositata né, dunque, corretta dai prescritti pareri di regolarità tecnica”. Stando a quanto emerge, dunque, l’iter procedurale utilizzato per riportare in aula il bilancio, sarebbe stato non conforme, alla luce di quanto stabilisce il regolamento comunale.
Niente parere, niente seduta.
Dopo il “picche” del segretario generale dell’ente, un gruppo di consiglieri ha chiesto – e ottenuto – l’annullamento della seduta a pochi minuti dall’inizio, per motivazioni che non sono ancora note. Comunque, l’unico dato certo è che mancava la proposta di deliberazione – come sollevato dal segretario generale – e non è stato possibile predisporla in tempo. Così, si andrà a un ulteriore slittamento, sempre che si punti a convocare una nuova seduta. In quest’ultima ipotesi per riapprovare il bilancio sarà una vera e propria corsa contro il tempo, perché il termine ultimo concesso dal commissario ad acta Filippa D’Amato è il 5 gennaio. Un periodo così esiguo potrebbe non bastare per far ripartire l’iter, che significherebbe scioglimento del consiglio comunale per mancata approvazione del bilancio. Una vicenda nata da un “errore di distrazione”, ma poi sfuggita di mano un po’ a tutti.
Sebastiano Diamante
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