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A Siracusa per rimarginare le “ferite di guerra”, bimbi accolti a scuola anche da una famiglia russa

Per i piccoli alunni, l’Elio Vittorini ha preparato un programma che comprende non solo l’inserimento, ma anche sedute con psicologi e attività per ambientarsi in quella che per loro è una nuova terra

I primi quattro bambini ucraini, scappati dai bombardamenti, e arrivati a Siracusa, nei giorni scorsi, cominceranno lunedì la scuola all’istituto Elio Vittorini di Siracusa. Si tratta di tre bambini che al momento risiedono a Sortino più Anna, la bimba di 8 anni accolta nel capoluogo lunedì sera, insieme alla mamma Natalya.

I piccoli da Sortino saranno ospitati nelle case di tre famiglie di alunni del Vittorini, in modo da facilitare la frequentazione della scuola. Tra coloro che frequentano l’istituto c’è anche una piccola bimba russa che si è messa a disposizione degli ucraini sia in termini di integrazione sia nel facilitare la comprensione dove il limite della lingua può essere un vincolo (seppure la scuola si sia già attrezzata di mediatori culturali).

Per i piccoli alunni, l’Elio Vittorini ha preparato un programma che comprende non solo l’inserimento, ma anche sedute con psicologi e attività per ambientarsi in quella che per loro è una nuova terra.

Con lo psicologo e il mediatore linguistico le sedute di psicoterapia di gruppo saranno gestite per fasce di età. Queste sedute saranno indispensabili per iniziare a curare le “ferite di guerra” dei bambini, farli parlare anche tra loro e farli riflettere sul valore della vita e sulle opportunità loro riservate, oltre che a esorcizzare le esperienze devastanti della guerra.

Quando gli alunni ucraini saranno fuori dalla classe, i docenti lavoreranno col gruppo classe originario (solo alunni italiani) mettendo in atto tutte quelle attività che gli alunni ucraini difficilmente potrebbero affrontare nel primo periodo di permanenza a scuola.

Sarà ulteriormente importante insegnare i rudimenti di italiano a questi bambini – con il supporto dei mediatori linguistici – affinché la loro inclusione possa essere più veloce ed efficace. I gruppi di livello saranno organizzati col supporto dei docenti di potenziamento.

Per alcune ore, i docenti della classe saranno impegnati, con i mediatori linguistici, in attività di insegnamento della lingua italiana, mentre i docenti di potenziamento prenderanno il posto dei docenti di lettere. È opportuno che sia lo stesso docente della classe ad insegnare l’italiano al gruppo di bambini ucraini per non destabilizzare troppo.

Per quanto riguarda la storia di Anna, avevamo anticipato il suo incontro con la bambina russa quasi come fosse una favola. Una favola che per il mondo dei più piccoli non è impossibile da realizzare.


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