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A Siracusa Si Rilegge La Classicità Con “Teatri Di Pietra”

Dieci siti in tutta la Sicilia, per 22 spettacoli prodotti dalle migliori realtà teatrali e musico-coreutiche italiane: ecco i numeri vincenti della quinta edizione della manifestazione “Teatri di Pietra” – creata dal CapuAntica Festival in collaborazione con l’Assessorato Per i Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia – inserita nell’ omonima rete italiana di spettacoli messi in scena in luoghi di interesse storico-artistico.

Un felice binomio di arte scenica e riscoperta dei tesori archeologici ed architettonici che punteggiano luoghi noti e meno noti dell’isola – dai teatri di Morgantina e Selinunte, alla necropoli di Realmese, alla cava Pietra Franco di Modica, sino al risorto Convento dei Gesuiti di Noto e al Castello Maniace di Siracusa, per citarne solo alcuni – in un percorso di valorizzazione del patrimonio regionale attraverso il rito scenico, come momento di incontro per la comunità e di riscoperta dei luoghi agiti dagli attori.

La Sicilia – nel suo fertile connubio di tradizione artistica e di sperimentazione culturale – è dunque palcoscenico estivo di spettacoli strettamente legati al mondo della classicità, ripensata alla luce dei linguaggi performativi contemporanei, con i quali si misurano grandi nomi del teatro italiano: da Elisabetta Pozzi – che torna con l’acclamato “Sorelle di sangue” –  e Vincenzo Pirrotta – protagonista della novità assoluta “Hercules Furens” (in foto) –  a Leo Gullotta – diretto da Fabio Grossi in “Minnazza” Iaia Forte – voce della mis en espace di Giuseppe Argirò “Odissea Penelope”– e Sebastiano Lo Monaco, in scena con un’originale “Iliade – da Omero a Omero”.

Spazio anche alla musica, con i concerti di Miriam Palma e di Carlo Muratori, che chiuderà gli appuntamenti siracusani di “Teatri di Pietra” la vigilia di Ferragosto con la poesia siciliana di “Arsura d’amuri”.

Questa sera la cornice del Maniace ospiterà l’estro scenico di Andrea Tidona, interprete di “Edipo…Seh!- Uno scherzo da Sofocle”, reinvenzione della tragedia classica attraverso una galleria di mostri sacri della scena italiana – impegnati in una prova aperta dell’opera sofoclea – che rivivono sul palco grazie alle doti istrioniche del camaleontico attore siciliano.

Il 6 agosto sarà la volta della “Turandot – ovvero Storia srana e misteriosa di una principessa” firmata da Manuel Giliberti ed impreziosita dalle coreografie di Roberto Zappalà.

La cultura – intesa come bene comune da valorizzare – si offre nelle sue molteplici sfaccettature al pubblico siciliano che vorrà lasciarsi conquistare dal fascino di quelle “pietre” dense di secoli di storia, oggi riproposte come suggestivi teatri a cielo aperto.

(di Elisabetta La Micela)


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