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A un anno dalla scomparsa di Ivan Lo Bello, Francesco Italia: “La sua eredità di legalità e cultura guida ancora Siracusa”

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Ivan Lo Bello

“Ivan Lo Bello ha legato indissolubilmente il proprio nome alla storia civile, economica e sociale di Siracusa e dell’intera Regione Siciliana, riuscendo ad imporsi, grazie alle sue idee innovative e l’innegabile spessore culturale, nel panorama nazionale. Dunque, non è retorico dire che la sua scomparsa prematura, preceduta da una lunga e debilitante malattia, abbia rappresentato una perdita dolorosa per la nostra comunità e per le istituzioni che in lui hanno sempre trovato un interlocutore autorevole”.

Così ieri, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha parlato di Ivan Lo Bello, a un anno dalla sua morte, in occasione di un incontro a Palazzo Vermexio.

“Egli ha interpretato il ruolo di leader industriale con una visione che superava di gran lunga i confini della gestione aziendale. Erede di una tradizione imprenditoriale familiare, radicata nel nostro territorio, ha compreso che lo sviluppo economico non può essere disgiunto dal progresso morale della società. La sua azione non si è limitata alla sola ricerca della crescita produttiva, ma si è arricchita di contenuti civili e culturali come strumenti necessari a liberare la nostra terra dalle catene che ne hanno rallentato lo sviluppo, pur tra i tanti esempi sempre vivi di imprenditori che in ogni campo riescono ad emergerne e ad essere innovativi.
In qualità di presidente degli industriali di Siracusa, prima, e poi di Confindustria Sicilia, Lo Bello ha promosso una vera e propria svolta epocale. La sua leadership è stata caratterizzata da un impegno intransigente nel contrasto alla criminalità organizzata e al sistema delle estorsioni. Con l’introduzione del codice etico di Confindustria, ha trasformato i principi della legalità da astratte enunciazioni teoriche in vincolanti regole di condotta pratica per il mondo produttivo. Quella scelta coraggiosa ha stabilito un principio fondamentale: l’impresa sana non ammette compromessi, non tollera zone d’ombra, e l’espulsione di chi si piega al ricatto del pizzo deve segnare una netta linea di demarcazione tra l’illegalità e la dignità del lavoro libero.
Dunque, la legalità come pre-condizione della crescita economica e, accanto ad essa, la cultura che riempie di contenuti e traccia una visione nelle scelte politiche e amministrative. Da sindaco di Siracusa e da presidente della Fondazione Inda, mi è doveroso ricordare l’esperienza dell’Ortigia Festival, un’idea moderna che faceva della città un contenitore delle nuove tendenze artistiche, a cominciare da quel primo spettacolo, nel giugno del 2002, “Imaginig Prometheus”, all’Orecchio di Dionisio, rappresentato da Bob Wilson, uno dei più rivoluzionari registi teatrali degli ultimi decenni.
Così facendo, Ivan Lo Bello, assieme alle istituzioni locali, è stato tra i primi a percorrere una strada diventata obbligatoria per tutti coloro che sono venuti dopo ed è stato significativo che a farlo fosse stato un uomo fortemente legato al mondo industriale siracusano. Egli ha dimostrato che la Sicilia possiede gli anticorpi culturali e civili per rigettare le logiche mafiose in un’autentica prospettiva di sviluppo economico e di attrazione di investimenti. Il suo operato, riconosciuto anche ai vertici nazionali di Confindustria e del Banco di Sicilia, proseguito anche come presidente della Camera di Commercio e di Unioncamere nazionale, ha elevato un modello a esempio di riscatto.
Ringrazio, allora, gli organizzatori e gli ospiti di questo convegno che rappresenta un doveroso omaggio alla memoria di Ivan Lo Bello, non un ricordo formale ma un impegno per il futuro. La sua eredità va valorizzata. Le istituzioni pubbliche, le forze produttive e i singoli cittadini hanno il compito di custodire e proseguire quel percorso di legalità e cultura affinché i traguardi raggiunti diventino un patrimonio permanente e irrevocabile della nostra comunità.
Alla famiglia Lo Bello esprimo, a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza di Siracusa, i sensi della sincera vicinanza. E rivolgendomi alle figlie, Alice e Chiara, voglio dire che la memoria della sua dedizione istituzionale deve rimanere viva come esempio nelle scelte e nell’impegno delle generazioni future. Due giorni fa abbiamo celebrato gli 80 anni della Repubblica e quel passaggio della Storia che ci consentì di uscire migliori da uno dei momenti più bui vissuti dall’Italia. La congiuntura oggi non è delle più positive ma la riusciremo a superare se terremo vivi i valori a cui si sono ispirati protagonisti del nostro tempo come Ivan Lo Bello.”

Il convegno è stato organizzato da “Mediterranea”.

Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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