Rapporti sempre più stretti e proficui tra l’Ateneo catanese e le realtà istituzionali e produttive del territorio siracusano. E’ stata firmata questa mattina nella sede del rettorato dell’Università di Catania, la convenzione di durata triennale che permetterà agli studenti dell’Ateneo di tutti i corsi di laurea di I e II livello, dei dottorati di ricerca, delle scuole di specializzazione e dei corsi di perfezionamento, di svolgere tirocini formativi nella sede della Confcommercio siracusana, anche nei 18 mesi successivi al termine degli studi.
L’accordo è stato sottoscritto dal rettore Antonino Recca e dal presidente di Confcommercio Roberto Mazza, in presenza del presidente dell’Ente bilaterale del commercio e terziario di Siracusa Salvo Sorbello, del delegato d’Ateneo ai rapporti con il territorio siracusano prof. Fernando Cammisuli, del consigliere provinciale aretuseo Giuseppe Bastante e del consigliere comunale Claudio Fortuna, che hanno tutti commentato favorevolmente il raggiungimento di questo obiettivo, utile ad offrire nuove opportunità per gli studenti dell’Università etnea.
«Questa intesa con i rappresentanti del tessuto produttivo siracusano – ha osservato il rettore – si inserisce nella linea già tracciata dalla nuova convenzione per la facoltà di Architettura: l’obiettivo è quello di potenziare la sede siracusana e di rispondere al meglio alle esigenze degli studenti che la frequentano».
«Dobbiamo ringraziare il rettore – ha aggiunto il presidente Mazza – che ha voluto considerare il settore del commercio un ambito molto importante per migliorare il placement studentesco ed è proprio grazie al suo impegno specifico che siamo arrivati alla stipula di questa convenzione. Siamo sicuri che i vantaggi saranno reciproci: da una parte gli studenti avranno la possibilità di entrare in contatto con una realtà importante come quella siracusana e di fare un’esperienza di grande valore formativo; dall’altra parte anche noi trarremo benefici dalla presenza di giovani volenterosi e preparati, dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di imparare e di confrontarsi con il mondo del lavoro».