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Affitto ramo d’azienda Tekra–Ris.Am. I sindacati denunciano il silenzio del Comune di Siracusa e aprono le procedure di raffreddamento

"Qualora non dovesse pervenire un riscontro concreto alle richieste formulate, le segreterie si riservano di intraprendere tutte le iniziative necessarie, anche di natura pubblica, al fine di manifestare il proprio dissenso rispetto all’operazione posta in essere dalla Tekra"

Alcuni lavoratori Tekra

L’affitto di ramo d’azienda tra Tekra e Ris.Am. Srl, operazione che riguarda il servizio di igiene urbana della città, sta suscitando forti preoccupazioni da parte della CGIL e della FP CGIL di Siracusa. I sindacati denunciano la totale mancanza di trasparenza e di confronto da parte del Comune, sottolineando come questa scelta abbia un impatto diretto su lavoratrici, lavoratori e qualità del servizio offerto ai cittadini.

Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti sindacali Franco Nardi e Josè Sudano, l’assenza di comunicazioni preventive costituisce un grave problema: “Escludere il sindacato significa escludere chi rappresenta i lavoratori e, allo stesso tempo, l’interesse pubblico della comunità. Quando si parla di affitto di ramo d’azienda non si trasferiscono solo mezzi e contratti, ma persone, diritti, professionalità e dignità del lavoro”.

Tra le principali richieste della CGIL ci sono: la piena continuità occupazionale, la salvaguardia dei posti di lavoro, il mantenimento del CCNL e delle condizioni contrattuali, la tutela dell’anzianità e dei livelli salariali, il rispetto della salute e sicurezza, e una corretta organizzazione dei turni e dei carichi di lavoro.

I sindacati avvertono inoltre che l’operazione non deve diventare un pretesto per comprimere i diritti dei lavoratori o abbassare i costi del lavoro, poiché questo potrebbe incidere negativamente anche sulla qualità del servizio pubblico. L’igiene urbana, sottolineano, non è solo una voce di bilancio, ma un servizio essenziale che incide su salute, decoro e vivibilità della città.

La CGIL e la FP CGIL chiedono al Comune di Siracusa di assumersi pienamente le proprie responsabilità, aprendo immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, per garantire trasparenza e sicurezza ai cittadini e ai lavoratori. “I lavoratori non sono pacchi da spostare, ma il cuore del servizio – affermano i sindacalisti – difendere occupazione, salari e dignità del lavoro significa difendere anche i diritti della città”.

Sul tema, oltre alla Fp Cgil, intervengono anche Fit Cisl, Uilt, Fiadel e Ugl Filas, che segnalano che, durante il passaggio relativo all’affitto del ramo d’azienda, non sarebbero state rispettate le disposizioni di legge e le procedure previste. In particolare, le organizzazioni sindacali provinciali non sono state coinvolte né informate tempestivamente, in aperta violazione delle normative che regolano la materia. “Questo modus operandi ha generato profonda preoccupazione tra i lavoratori e le rappresentanze sindacali – si legge in una nota -. Ad oggi, non si hanno certezze sul futuro dei lavoratori interessati dal trasferimento, i quali non hanno ancora percepito lo stipendio dovuto. Tale situazione, oltre a generare instabilità economica, mina la fiducia nella tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, tra cui la sicurezza sul trattamento di fine rapporto (TFR). Alla luce di quanto sopra, le scriventi ritengono indispensabile un immediato confronto tra le parti sociali e l’azienda, al fine di ripristinare un clima di correttezza e trasparenza. È fondamentale che vengano rispettati i principi di informazione e consultazione previsti dal CCNL e dalle normative vigenti, garantendo così la tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro di tutti i dipendenti coinvolti. Alla luce di quanto esposto, le sigle sindacali aprono formalmente le procedure di raffreddamento e chiedono un intervento urgente delle istituzioni preposte affinché siano rispettate le norme vigenti e siano garantite la trasparenza e la tutela dei lavoratori, è necessario procedere con cautela e nel rispetto delle regole, per evitare ulteriori danni alle persone coinvolte e ristabilire un clima di fiducia e collaborazione. Comunichiamo inoltre che, qualora non dovesse pervenire un riscontro concreto alle richieste formulate, le segreterie si riservano di intraprendere tutte le iniziative necessarie, anche di natura pubblica, al fine di manifestare il proprio dissenso rispetto all’operazione posta in essere dalla Tekra”.


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