Sarà “Alcesti” di Euripide ad aprire l’8 maggio la nuova stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Una tragedia potente e senza tempo, affidata alla regia di Filippo Dini, che mette al centro il tema del sacrificio e delle relazioni umane, attraverso uno sguardo contemporaneo e profondamente emotivo.
A interpretare i protagonisti sono Deniz Ozdogan nel ruolo di Alcesti e Aldo Ottobrino in quello di Admeto. Entrambi hanno raccontato l’intenso lavoro portato avanti durante le prove, sottolineando il clima di collaborazione e fiducia creato dal regista. “È raro trovare un ambiente così unito e sereno in una fase così impegnativa – ha spiegato Ozdogan – e questo ci permette di lavorare in profondità sui personaggi”.
Al centro della tragedia c’è la scelta estrema di Alcesti, pronta a sacrificare la propria vita per salvare quella del marito. Un gesto che, secondo l’attrice, non va letto come segno di debolezza, ma come un atto consapevole di amore: “È una donna che sceglie, che ama profondamente e che compie un sacrificio lucido. Non c’è nulla di malato, ma una grande forza”.
Più complesso e sfaccettato il personaggio di Admeto, che si confronta con la propria fragilità. Ottobrino evidenzia come il re di Fere venga travolto dal dolore solo quando il sacrificio si compie realmente: “Un conto è parlare, un conto è vivere davvero la perdita. Admeto crolla, si rende conto di ciò che ha perso e della centralità di Alcesti nella sua vita”.
La tragedia, dunque, si muove tra amore, responsabilità e crescita personale, mettendo in scena personaggi ambigui e profondamente umani. Un viaggio emotivo che, secondo gli attori, continua a evolversi giorno dopo giorno, lasciando anche a loro nuove consapevolezze.
Non manca uno sguardo al presente: Ozdogan ha sottolineato come il messaggio di Alcesti risuoni fortemente anche oggi, in un tempo segnato da conflitti e contraddizioni. “Ci insegna a scegliere, a prenderci la responsabilità delle nostre azioni, a decidere da che parte stare”, ha affermato.
Grande attesa dunque per il debutto, in uno scenario unico come quello del Teatro Greco di Siracusa, dove – come ricordano gli attori – l’emozione della prima resta sempre intatta: “Se non la senti, vuol dire che è il momento di cambiare mestiere”.
Con “Alcesti” prende così il via una stagione che promette di coniugare tradizione e contemporaneità, riportando al centro del dibattito teatrale i grandi temi dell’esistenza umana.
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