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Alicata e Fortuna. Senato e Ars. Due seggi in meno per la provincia di Siracusa

Per una volta, ma solo per questa volta, il M5S di Siracusa e Forza Italia non sono mai stati così vicini

Senato e Ars amari per la politica siracusana che, a causa di norme o interpretazioni di norme discutibili, si trova senza due rappresentanti territoriali. E per fortuna alla Camera non ci sono problemi, perchè altrimenti verrebbe da dire che “non c’è due senza tre”.

Il primo deluso dall’interpretazione della norma è il senatore Bruno Alicata, forzista della prima ora e Senatore nella precedente legislatura. Una riconferma, quella del 62enne siracusano, arrestata dal pienone fatto dal Movimento 5 Stelle. In occasione delle votazioni del 4 marzo 2018 i pentastellati, facendo il pieno di voti in Sicilia, piazzarono tutti i propri candidati trovando di fatto un vulnus nella legge elettorale. Fin da subito si era avviato un acceso dibattito sull’assegnazione del seggio, con il senatore uscente di Forza Italia, Alicata appunto, che ne rivendicava l’ipotetica paternità in base al principio dei resti e del concetto di rappresentanza territoriale previsto dall’articolo 57 della Costituzione. Un anno dopo, però, il Senato ha deciso altro, assegnando a Emma Pavanelli, canditata (ma non eletta) del M5S in Umbria, il seggio mancante. Una decisione che il forzista siracusano criticò aspramente, giudicandola tra le altre cose un “abominio giuridico“.

Certamente meno aggressive le parole di Fabio Fortuna – ma di certo non inferiore la delusione – per l’esclusione dall’Ars dopo la nomina di Giancarlo Cancelleri a viceministro ai Trasporti e Infrastrutture. La commissione verifica poteri dell’Ars, infatti, ha deciso di assegnare a Ketty Damante, candidata e prima dei non eletti nel collegio di Caltanissetta nella lista del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del 5 novembre 2017 il seggio mancante, ripristinando il plenum all’Ars. Dal canto proprio, Fabio Fortuna, primo dei non eletti nel collegio di Siracusa, aveva deciso di scrivere una memoria indirizzata al presidente e ai componenti della commissione verifica poteri e a segretario, presidente e ufficio legale Ars e attraverso il proprio legale aveva chiesto di essere dichiarato deputato. Il tutto dopo essere anche stato ascoltato in contraddittorio.

Oggi Fortuna valuta un ricorso al Tar, ma solo dopo la lettura delle motivazioni. Pare infatti che il principio scelto dall’Ars sia lo stesso applicato nel 2008 con Anna Finocchiaro, ma la stessa a differenza di Cancelleri era candidata soltanto alla presidenza della Regione e non si era presentata anche nelle fila del Pd in un collegio. Cancelleri, invece, si era candidato sia come presidente della Regione sia per un seggio da deputato all’Ars, nel collegio di Caltanissetta. Fallito l’obiettivo più importante con il successo di Nello Musumeci, Cancelleri è comunque entrato nel parlamento regionale come come miglior candidato presidente “perdente”, e al suo posto si fece scorrere la lista grillina nissena e subentrò Nunzio Di Paola.

Insomma, due interpretazioni discusse e discutibili, due seggi in meno per la provincia di Siracusa e due esponenti che a denti stretti devono accettare l’esclusione. Per una volta, ma solo per questa volta, il M5S di Siracusa e Forza Italia non sono mai stati così vicini…


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