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Alvaro Di Stefano Sul Rigassificatore: “Ridiamo Fiato All’Economia”

La voce di Alvaro Di Stefano Presidente di Confindustria Siracusa: “I programmi di investimenti produttivi e migliorativi per ambiente e sicurezza sono fermi da troppi mesi a causa della lunghezza degli iter autorizzativi. Anche quello per la realizzazione del rigassificatore, considerato strategico e già inserito nell’Accordo di programma, non approda ancora alla conclusione.

L’attuale situazione di stallo, a nostro avviso, non può continuare e non ci si può più trincerare dietro le finte difese del territorio trascurando così gli interessi dei più deboli. Bisogna affrontare con serietà i problemi dell’economia reale e i tempi bui a cui andiamo incontro.

Praticare ancora l’attesa e l’immobilismo burocratico finirà per stancare qualsiasi investitore e farà dirottare su altri lidi anche le risorse finanziarie già pronte per il nostro territorio, per noi vitali.

Quando il treno di chi vuole investire passa, non è più possibile prenderlo.

Mi corre l’obbligo istituzionale di appellarmi al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione e agli Assessori regionali competenti all’Industria e all’Ambiente affinché considerino la necessità, non più procrastinabile, di coniugare gli interessi delle parti economiche e produttive con i bisogni dei più deboli creando quelle condizioni necessarie alla continuità del nostro sistema industriale, con interventi che aumentano la sostenibilità dal punto di vista economico ed ambientale, senza vanificare i sacrifici e gli sforzi compiuti da tutti negli anni trascorsi.

Mi richiamo, ancora una volta, alla coscienza e alla serenità dei massimi rappresentanti delle Istituzioni della nostra provincia affinché questa non sia una guerra di muscoli, ma un dovere di classe dirigente responsabile che, in un corretto rapporto istituzionale, deve saper coniugare gli interessi di tutta la società civile per superare i momenti difficili che viviamo.

In presenza di risorse già stanziate bisogna dare fiducia agli operatori, chiedere flessibilità ai sindacati e vigilare sulla applicazione della legalità, al fine di accelerare quel meccanismo virtuoso che può ridare fiato anche all’indotto e far ripartire il volano economico della provincia in un momento di stasi dello sviluppo e di difficoltà di accesso al credito.


Così come Confindustria si è intestata la battaglia della legalità contro il crimine organizzato, ora ritengo doveroso intestarci la battaglia per lo sviluppo economico reale.”


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