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Amici dell’Inda su spettacoli al Parco archeologico: “il Teatro Greco deve rimanere associato allo scopo originario”

I soci non sono entrati nel merito sull'usura delle antichissime pietre dovuta alla diversa tipologia di spettacoli

Nel corso dell’assemblea della associazione degli Amici dell’Inda, tenuta nella sede di Palazzo Impellizzeri mercoledì 11 scorso, è stato affrontato il tema dell’uso del Teatro Greco per spettacoli di arte varia.

I soci non sono entrati nel merito sull’usura delle antichissime pietre dovuta alla diversa tipologia di spettacoli, lasciando ai tecnici ed ai responsabili della conservazione del monumento di pronunciarsi al riguardo.

Sono, invece, entrati nel merito del rapporto tra teatro greco e cultura classica e nello stesso tempo hanno effettuato l’analisi del ruolo che la città di Siracusa svolge dal 1914, quando Tommaso Gargallo, con un gruppo di intellettuali, diede inizio alle rappresentazione delle tragedie classiche nel teatro.

Si rinnova annualmente un rito nel medesimo luogo in cui i tragici rappresentarono, quando erano in vita, le loro opere.

“Basta riflettere su tale realtà storica per rendersi conto che ci troviamo di fronte ad un contenitore che non può essere assimilato ad alcun altro. – si legge in una nota dell’associazione – La forza della tradizione è stata tale che da più di un secolo il rito non si è interrotto se non per eventi eccezionali come la guerra e la pandemia. Teatro Greco e rappresentazioni classiche sono divenute una unicità imprescindibile. Vi sono città che basano la propria identità culturale su un personaggio al quale hanno dato i natali, pensiamo a Salisburgo che vuole dire Mozart, Bayreuth che richiama Wagner, Pesaro con Rossini, o il Globe a Londra per Shakespeare. Noi a Siracusa abbiamo la fortuna di avere creato e gestito una tradizione che si rinnova nel tempo, pur rimanendo fedele ai principi ispiratori del teatro classico.”

“La Fondazione Inda ha generato maestranze capaci di allestire scene poderose, vi è una scuola che prepara gli attori, sono organizzate pubblicazioni e convegni importanti. – continua l’associazione – Per le rappresentazioni vengono chiamati registi di fama internazionale, orgogliosi di cimentarsi in un confronto diretto con un pubblico che sa giudicare. Anche i testi si rinnovano attraverso traduzioni per rendere attuali le eterne passioni rappresentate sulla scena. Siracusa con il suo teatro esprime una cultura alta. Tale patrimonio non solo va preservato, ma anzi ampliato attraverso una serie di progetti capaci di moltiplicare quanto già effettuato, come ad esempio accompagnare i diplomati al corso di recitazione con borse di studio che consentano di effettuare le prime esperienze, un’accademia di studi classici che approfondisca l’evoluzione del genere tragedia nei tempi dall’antico al contemporaneo, un centro di ricerca per lo studio delle rappresentazioni originarie tratte dalle iconografie riprodotte nei vasi conservati nei musei di tutto il mondo”.

“La costruzione di un contenitore adeguato può e deve consentire a Siracusa di ospitare qualsiasi genere di rappresentazioni secondo le esigenze e la moda del momento. – recita la nota –Il teatro greco deve rimanere associato allo scopo originario per il quale i coloni greci lo costruirono. La sfida che la società siracusana tutta deve porsi, non è tanto quella di prolungare artificialmente la stagione di qualche giorno nel periodo estivo, sfruttando l’allestimento predisposto per le rappresentazioni classiche, quanto costruire intorno alla classicità progetti culturali in grado di consentire l’ ampliamento del soggiorno di studenti, professori, intellettuali e dei viaggiatori nell’autunno e nell’inverno, obiettivo da tutti auspicato. Finalmente si è compreso che la cultura è in grado di generare entrate importanti, ma essa non tollera facili scorciatoie, ma richiede impegno, pazienza e approfondimento costante.”


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