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Amministrative a Siracusa. FdI agli alleati: “i partiti risolvano le divergenze interne e facciamo sintesi” |I "dissidenti": "FdI faccia il nome"

Per il commissario Peppe Napoli bisogna fare chiarezza all'interno degli stessi partiti per chiarire se chi partecipa ai tavoli sia più o meno rappresentante o, come sembra, se ogni partito è vittima di correnti fredde che ne impediranno l'unità

Il centrodestra sta giocando. E continua a tergiversare nella scelta del candidato da contrapporre al sindaco uscente, Francesco Italia, che continua la sua corsa verso le Amministrative a colpi di annunci (tra lavori pubblici, concerti ecc). L’unità della coalizione non è solo un’incognita, ma un percorso a ostacoli fin da quando Titti Bufardeci ha detto no al tris. Oggi in una nota congiunta Vinciullo, Cafeo, Bandiera e Bonomo hanno comunicato di voler fare un passo indietro e di voler valutare il nome proposto da Fratelli d’Italia aspettando un intervento risolutivo da parte del “maggior azionista” della maggioranza. E invece il commissario provinciale di Fdi, Peppe Napoli “per il bene della coalizione” ritiene opportuno innanzitutto riorganizzare le idee.

“Si è adottato un metodo al fine di individuare un candidato sindaco condiviso da tutti che possa fare da sintesi – si legge in una nota – consistente nell’indicare, da parte di ciascun partito di coalizione, un nome rappresentativo in modo da poterlo scegliere insieme, che possa correre, sostenuto da tutta la squadra di centrodestra, alla carica di primo cittadino. Al tavolo di centrodestra hanno partecipato i rappresentanti di tutti i partiti di coalizione, scelti dal proprio organico”.

Vinciullo, Cafeo, Bandiera e Bonomo sono rispettivamente Commissario provinciale della Lega, dirigente provinciale della Lega, dirigente provinciale di FI e Commissario provinciale di Mpa ma (esclusi parzialmente Vinciullo e Bonomo) nessuno ha partecipato ad alcun tavolo. Napoli, però, tiene a precisare che tutti i partiti  sono stati “ampiamente rappresentati nel tavolo di centrodestra – dice -. Ovviamente non è stato Fdi a decidere chi fosse titolato a rappresentare il singolo partito all’interno delle riunioni, si presume che ciò sia stato pianificato da ogni partito, se poi, all’interno della Lega, FI ed Mpa vi sia discordanza, tale circostanza non può interessare il mio partito ma è necessario, per esigenze sistematiche, che questi partiti risolvano le proprie divergenze, sempre per l’obiettivo comune, al proprio interno, al fine di avere un confronto sereno e costruttivo”.

E quindi bisogna fare chiarezza all’interno degli stessi partiti per chiarire se chi partecipa ai tavoli sia più o meno rappresentante o, come sembra, se ogni partito è vittima di correnti fredde che ne impediranno l’unità.

“Fdi è l’unico partito di coalizione che ha manifestato di avere un nome rappresentativo sul quale poter discutere – conclude Napoli, anche se restano i dubbi sulla veridicità dell’affermazione – ma allo stesso tempo si è resa disponibile a fare un passo indietro nel momento in cui si dovesse convergere su una figura che metta tutti d’accordo per fare sintesi. Se il metodo intrapreso non è condiviso dagli esponenti della nota congiunta, ci dicano quale possa essere il metodo più opportuno in modo da perseguirlo, bisogna pensare esclusivamente al bene della nostra città, dimostrandole amore a prescindere dalle ambizioni personali, anteponendo a queste le ambizioni dell’intera squadra di coalizione, esclusivamente per l’interesse collettivo”.

Solo che i quattro “dirigenti non rappresentanti” hanno già detto la loro: un nome di FdI da valutare. E allora: fuori il nome.


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