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Anche a Siracusa non piace Astrazeneca: in 3 giorni appena 150 vaccinati. Oltre 2 mila con Pfizer

Il dato è impietoso: Vaxzevria viene rifiutato e spesso ci si gioca la carta delle patologie

Ai siciliani non piace Astrazeneca e questo rifiuto al vaccino non permetterà di concludere presto la guerra contro il covid-19. I dati sono evidenti: Sicilia ultima per over 80 immunizzati, penultima per percentuale di popolazione vaccinata e per dosi smaltite rispetto a quelle ricevute e terzultima per copertura ai settantenni. L’unica sufficienza è per i sessantenni. Bocciata la Regione? Insomma, bocciati soprattutto i cittadini, perché se la campagna non decolla è anche per la fuga da AstraZeneca. QUI l’intervista al direttore generale dell’Asp di Siracusa

In Italia sono circa 2,5 milioni le dosi di vaccini arrivate con l’ultimo carico e tre lotti distinti: oltre 2 milioni di Vaxzevria (Astra Zeneca), più di 270 mila di Moderna e circa 160 mila di Janssen (Johnson & Johnson) che si sommano ai 2,2 milioni di Pfizer consegnate qualche giorno prima. I vaccini destinati alla Sicilia sono 152.200 del tipo AstraZeneca, 20.700 Moderna e 12.900 Janssen di Johnson & Johnson. In parole povere: arrivano migliaia di dosi di Vaxzevria che non vuole nessuno. Nemmeno nell’hub di Siracusa di via Nino Bixio.

Il 26 aprile sono stati 792 i siracusani vaccinati con Pfizer, 60 con Astrazeneca; il 27 rispettivamente 954 e 25; il 28 aprile 651 con Pfizer e 65 con Astra. Il dato è impietoso: Vaxzevria viene rifiutato e spesso ci si gioca la carta delle patologie. Anche se la legge fornisce due tabelle dettagliate nelle quali si elencano le patologie (respiratorie, cardiache, malattie rare, obesità grave e oncologici in trattamento), in molti si presentano all’hub sostenendo di avere qualche patologia (richiesta già avanzata in precedenza al medico di famiglia), poi spetta al medico vaccinatore scegliere quale inoculare, che si assume la responsabilità. Ma Astrazeneca è raccomandato per gli over 60 e dopo i 65 anni sono in molti ad avere una patologia, ad essere – chi più chi meno – vulnerabili. E quindi Astrazeneca non si usa quasi più.

“Sono fondamentali due elementi, il terzo c’è già che è l’hub – ha detto il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci – Adesso serve il vaccino e chi si vuol sottoporre alla vaccinazione. Stiamo lavorando con 68 hub vaccinali, con i vaccini che arrivano ancora col contagocce. AstraZeneca è il vaccino del quale disponiamo in maggiore quantità ma c’è questa diffidenza, a mio avviso immotivata. Stiamo studiando tutte le possibili soluzioni, spero che i medici di medicina generale ci diano una mano di aiuto, ai quali lancio un appello a titolo personale, prima ancora che come presidente della regione, questo non è il momento di cercare cavilli, ma tutti dobbiamo stare in trincea e soprattutto chi indossa un camice bianco e ha consacrato un patto etico, deontologico e di onore”.

Per provare a dare un’ulteriore spinta, in Sicilia anche le Case di cura convenzionate “faranno la propria parte nella campagna di vaccinazione anti-Covid, effettuando fino a un massimo di 80 somministrazioni al giorno per ciascuna struttura”. È il risultato, si legge in una nota, dell’Accordo stipulato dalla Regione Siciliana e dall’Associazione italiana ospedalità privata che consente, in tutto il territorio dell’Isola, di ampliare ulteriormente gli Hub e i Centri vaccinali. Il protocollo, siglato dal presidente Nello Musumeci e dal numero uno di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo, non prevede alcun costo a carico della Regione.

In particolare, le Case di cura organizzeranno gli aspetti logistici e sanitari (personale, locali, frigoriferi, etc) necessari ad accogliere quanti vorranno ricevere il vaccino, mentre spetterà alle Asp assicurare l’approvvigionamento e la consegna dei vari sieri. Le Case di cura, inoltre, metteranno a disposizione un “team” composto da almeno un medico (per le eventuali reazioni avverse), un infermiere e un amministrativo, i quali dovranno prima essere stati vaccinati. Il personale in questione sarà formato dalle Asp. Anche nelle strutture private, i criteri di somministrazione del vaccino, ovviamente, rispecchieranno le priorità e i target del Piano nazionale. Le strutture private che aderiranno all’iniziativa andranno via via ad aggiungersi (sulla piattaforma telematica per le prenotazioni) a quelle già attivate dalla Regione e operative in Sicilia.


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