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In Sicilia 1.726 attuali positivi e 95 guariti

Anche a Siracusa si fermano per due ore i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate

Drammatica è la carenza di personale, 600 in meno in Sicilia mentre a Siracusa il personale manca quasi del 50%, la denuncia della Cgil

Gli uffici delle Agenzie delle Entrate si fermano per due ore. Lo faranno stamani come annunciato dal segretario della UilPa Paolo Scimitto che ha sottolineato come la situazione, a causa della carenza di organico, sia diventata oramai insostenibile.

Perché parliamo di una paralisi della macchina fiscale con i lavoratori delle agenzie fiscali, agenzia delle Entrate, agenzia delle Dogane e dei Monopoli coinvolti. Tutti incroceranno le braccia domani con assemblee della durata di due ore indette dalle segreterie delle pubbliche amministrazioni sindacali.

“Alla base della mobilitazione – spiegano poi Antonino Setola della segreteria territoriale UilPa e Salvatore Miranda, responsabile UilPa delle Agenzie delle Entrate di Siracusa -, figurano le carenze organizzative delle due amministrazioni che si riflettono pesantemente sulla quotidianità del personale, sottoposto ai carichi di lavoro sproporzionati e mai concertati con le organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti“.

Nel caso dell’Agenzia delle Entrate, nello specifico, i sindacati lamentano l’assenza di interlocuzione con l’amministrazione, il mancato pagamento del salario accessorio negli ultimi due anni, assenza di sviluppo e carriera professionale, disattenzione da parte dell’autorità politica e assenza di visione strategica dei vertici dell’Agenzia degli ultimi anni “che hanno destrutturato l’organizzazione degli Uffici e della sua governance“.

In merito allo stato di agitazione dei lavoratori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la UilPa sottolinea il gravissimo deficit di organico, attualmente quantificabile in circa 3mila unità, ed esprime forte preoccupazione per gli scenari legati alla gestione della Brexit e alla guerra dei dazi, fenomeni che potrebbero determinare una decurtazione salariale di circa 6mila euro.

“Si è amareggiati e delusi – concludono i segretari della UilPa – perché il governo nazionale non ha mantenuto le promesse a suo tempo fatte per risolvere i vari problemi posti dai sindacati con il decreto fiscale e la successiva legge di Bilancio ma così non è stato”.

Anche la Cgil sul piede di guerra. Il segretario provinciale della funzione pubblica, Franco Nardi, afferma come il sindacato da mesi denunci la situazione che vivono i lavoratori degli uffici dell’agenzia delle entrate di Siracusa a causa della carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali e di garantire una giusta ed efficace lotta all’evasione fiscale.

Inoltre – dice il sindacalista – i lavoratori oltre ad avere carichi di lavoro sempre più impegnativi non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante siano stati tutti puntualmente raggiunti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia”.

Le manifestazioni di oggi 23 gennaio hanno contemporaneamente coinvolto tutto il personale delle agenzie delle provincie d’Italia dando vita ad una mobilitazione di tutti i lavoratori in massa come da anni ormai non si vedeva. E a Siracusa i lavoratori e le lavoratrici dell’Agenzia delle Entrate hanno contribuito tutti alla protesta .

Bisogna dire basta e superare il vergognoso stato di difficoltà che vivono dell’agenzia delle entrate di Siracusa”, tuona Nardi, secondo cui è necessario sensibilizzare chi di dovere, per sollecitare risposte concrete alle legittime rivendicazioni, e dare, senza altri rinvii, la dignità e le giuste gratificazione a quei lavoratori che giornalmente rappresentano lo Stato nel territorio.

Drammatica è la carenza di personale, 600 in meno in Sicilia mentre a Siracusa il personale manca quasi del 50%. Carichi di lavoro esorbitanti che non tengono conto della forte riduzione e che prevedono un forte incremento per il 2020. “Inoltre – sempre il segretario della Fp Cgil – la macchina fiscale costruita negli anni dall’Agenzia subisce l’assoluta disattenzione da parte dell’autorità politica ed assenza di visione strategica dei vertici dell’Agenzia stessa che negli ultimi anni ha destrutturato l’organizzazione degli Uffici e della sua governance organizzativa. La situazione è divenuta caotica specie se dovessero essere dichiarate della Corte Costituzionale illegittime tutti i profili professionali di posizioni di elevata responsabilità assegnate dall’agenzia in questi ultimi anni con criteri, secondo noi, poco condivisibili e se ciò dovesse accadere ciò aggraverebbe ulteriormente l’attuale caos organizzativo.

Tutti i Governi succedutesi in questi anni hanno fatto solo passerelle televisive – conclude – annunciando azioni mirate per la lotta all’evasione fiscale, senza però offrire gli strumenti a chi la lotta la deve materialmente portare avanti. L’Agenzia delle Entrate sta attraversando uno dei periodi peggiori dalla propria istituzione con la conseguenza che la paralisi si ripercuote sui cittadini con  effetti negativi sui servizi offerti e con la mancata attività di contrasto agli evasori. Al Fiscal Day di oggi che ha visto uniti nelle mobilitazone tutti gli uffici d’Italia, il 6 febbraio appuntamento nazionale dinanzi alla sede del Mef”.


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