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“Andò a comprare i dolci pensando che quella sarebbe stata l’ultima volta, 9 mesi dopo morì nella battaglia di Capo Matapan”: la testimonianza della figlia

Un momento di commozione, questa mattina in viale Tunisi, alla presenza delle Autorità civili e militari e degli alunni delle scuole Nautico, Quintiliano, Corbino e Gargallo

Un minuto di silenzio e una piccola cerimonia per ricordare 2mila e 500 uomini morti nella battaglia di Capo Matapan, tra il 28 e il 29 marzo 1941 nelle acque a sud del Peloponneso, fra l’isolotto di Gaudo e Capo Matapan, tra una squadra navale della Regia Marina italiana sotto il comando dell’ammiraglio di squadra Angelo Iachino, e la Mediterranean Fleet britannica (comprendente anche alcune unità australiane) dell’ammiraglio Andrew Cunningham.

Un momento di commozione, questa mattina in viale Tunisi, alla presenza delle Autorità civili e militari e degli alunni delle scuole Nautico, Quintiliano, Corbino e Gargallo.

Toccante la testimonianza di Lucia Bramante, figlia del caduto Nazareno, che all’epoca aveva 8 anni: “Il giorno che Mussolini annunciò la guerra mio padre andò a comprare i dolci pensando che quella sarebbe stata l’ultima occasione per mangiarli tutti insieme. Nove mesi dopo morì”.


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