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“Antigone” conquista Siracusa: Paolo Mazzarelli e Ilaria Genatiempo raccontano il potere, il silenzio e la tragedia umana

Gli attori Paolo Mazzarelli e Ilaria Genatiempo raccontano “Antigone” di Sofocle al Teatro Greco di Siracusa: il successo dello spettacolo diretto da Robert Carsen, il ruolo del potere e l’attualità della tragedia

“Antigone” di Sofocle continua a conquistare il pubblico del Teatro Greco di Siracusa. Lo spettacolo diretto da Robert Carsen registra sold out quasi ogni sera e raccoglie consensi unanimi anche dalla critica, confermando il successo del percorso artistico costruito dal regista canadese con la trilogia dedicata al ciclo tebano.

A raccontare il cuore della tragedia sono Paolo Mazzarelli, interprete di Creonte, e Ilaria Genatiempo, che veste i panni di Euridice. Entrambi sottolineano la forza contemporanea del testo sofocleo e la capacità della messa in scena di dialogare con il presente.

“Il successo nasce dalla bravura di Robert Carsen – spiega Ilaria Genatiempo –. La sua presenza a Siracusa è ormai consolidata e ogni spettacolo di questa trilogia è stato accolto con entusiasmo”.

Al centro della tragedia c’è il conflitto tra legge, potere e coscienza. Un tema che, a distanza di secoli, continua a interrogare il pubblico. “Creonte non nasce tiranno – racconta Paolo Mazzarelli –. Il suo errore è l’ostinazione. All’inizio propone un principio persino condivisibile: chi sbaglia paga, chi agisce bene va premiato. Ma quando tutti gli chiedono di fermarsi, lui non riesce a fare un passo indietro. È lì che si rivela il tiranno”.

L’attore descrive Creonte come un uomo travolto dal potere e dalle proprie responsabilità. “Antigone è il percorso attraverso cui Creonte conosce sé stesso. È un uomo che arriva al vertice del potere e precipita lentamente fino alla distruzione totale. Per un attore è un arco narrativo straordinario”.

La tragedia ruota attorno alla decisione di Antigone di dare sepoltura al fratello Polinice, considerato traditore della città. Da qui nasce uno scontro insanabile tra il potere dello Stato e le leggi morali. Un conflitto che, secondo gli attori, continua ancora oggi a parlare al presente.

“Purtroppo Antigone ci parla ancora moltissimo – osserva Genatiempo –. Uno dei temi principali è il rapporto con il potere e il modo in cui lo utilizziamo. Nella regia di Carsen ci sono parallelismi con la realtà contemporanea davvero impressionanti”.

Importante anche il ruolo femminile all’interno della tragedia. Sofocle racconta un mondo dominato dagli uomini, ma al tempo stesso consegna alla storia una delle prime grandi eroine ribelli del teatro occidentale.

L’attrice riflette anche sul personaggio di Euridice, apparentemente marginale ma profondamente simbolico: “Il silenzio è già una presa di posizione. Euridice vive accanto al potere e ne subisce la violenza. Mi ha lasciato tante domande su cosa significhi scegliere da che parte stare”.

Mazzarelli aggiunge come proprio Antigone rappresenti una svolta nel teatro antico: “Sofocle racconta una società patriarcale, ma mette al centro una donna che si ribella al potere maschile. È questo che rende il conflitto ancora più forte”.

Nel frattempo cresce l’attesa anche per “Agon 2026”, il processo simulato in programma venerdì sera al Teatro Greco, che vedrà proprio Creonte “alla sbarra” con l’accusa di tortura nei confronti di Antigone. A difenderlo sarà l’avvocato Nicola Canestrini.

“Nel gioco del processo mi difenderò fino in fondo – conclude Mazzarelli –. Certo, nella tragedia Creonte alla fine comprende i propri errori e si pente. Ma dal punto di vista giuridico le sue ragioni esistono e sono difendibili”.


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