Alzi la mano chi ricorda la crisi energetica del 1973 a seguito della Guerra del Kippur, quando i Paesi arabi dell’OPEC ridussero le esportazioni di petrolio verso l’Occidente. Io non posso visto che sono nato alcuni anni dopo, ovvero nel 1980. Però ricordo immagini in bianco e nero di gente in strada con le bici in Corso Vittorio Emanuele II a Milano (mia città d’origine), oppure pranzi domenicali per le arterie più trafficate delle città. Bambini che giocavano a pallone per strada, signore che discutevano per ore di uncinetto con gli sgabelli sulle corsie dei bus.
E se questa folle guerra voluta solo ed esclusivamente dal Presidente americano Trump non portasse a un cambiamento involontario dei nostri costumi? E se tutti i sindaci della Provincia decidessero di ripristinare il divieto totale di circolazione delle auto private come avvenne più di cinquant’anni fa?
Inutile dire i benefici diretti: meno inquinamento, più attività da fare all’aperto, meno soldi spesi alle pompe di benzina dove i prezzi ormai viaggiano a livelli da gioielliere. Le domeniche a piedi segnarono un cambiamento culturale e sono ancora oggi un riferimento storico quando si parla di crisi energetica. Da piccolo ricordo di averle vissute, non per la crisi del petrolio, ma per l’eccessivo inquinamento della Val Padana. Era strano, quasi paradossale, non sentire il rumore delle auto. Un po’ come quello che abbiamo provato tutti all’epoca del Covid, dove le ragioni di chiusura furono drastiche e più drammatiche legate alla diffusione senza freni del virus.
Immagino le prime obiezioni: e noi come andiamo al mare? Bene, i sindaci potrebbero istituire delle navette sostitutive. E poi si tratta solo della domenica, chi può potrebbe organizzarsi il sabato. E poi le domeniche a piedi hanno sempre una fascia oraria, generalmente 7-23. Chi ha le villette potrebbe andare la sera prima e tornare la domenica tardi. E poi non è vietato l’uso della bici. Senza auto la passeggiata Siracusa-Plemmirio sarebbe ancora più bella.
Le domeniche a piedi dovrebbero stimolare le amministrazioni a organizzare eventi pubblici all’aperto, per giovani, bimbi, anziani, turisti. Per tutti. Non dovrebbe essere un messaggio di limitazione ma di opportunità.
Sindaci, chi ci sta?
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