fbpx

Archiviate le accuse contro il tenente colonnello della Guardia di Finanza Nicchiniello

L'ufficiale delle Fiamme Gialle, arrestato quando era in servizio a Siracusa, viene riabilitato dal Gip del tribunale di Udine dopo 3 anni, quando finì in manette per corruzione

Archiviate le accuse contro il tenente colonnello della Guardia di Finanza Massimo Nicchiniello. L’ufficiale delle Fiamme Gialle viene quindi riabilitato dal Gip del tribunale di Udine dopo 3 anni, quando finì in manette per corruzione. A Nicchiniello – che dall’agosto 2016 dirigeva il Nucleo di polizia tributaria del comando aretuseo – veniva contestato il fatto che avrebbe ricevuto cene in ristoranti di lusso in cambio di favori. In realtà l’unica cena che risulta essere pagata dall’imprenditore è quella del 7 giugno 2016 quando l’ispezione era terminata il 3 febbraio dello stesso anno, 5 mesi prima.

Non risulta né è provato che Nicchiniello abbia percepito un qualche utile”. Aveva già evidenziato il Tribunale del Riesame di Venezia nel 2017, dopo essersi pronunciato per la scarcerazione sul ricorso proposto in difesa del Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Massimo Nicchiniello, che era stato raggiunto da ordine di custodia cautelare in quella che veniva definita “una costola dell’inchiesta sul Mose”.

Neppure esiste – si leggeva nel provvedimento dei giudici del Riesame di 3 anni fa – per quel che può valere, una prova di conoscenza in capo a Nicchiniello dei maneggi in atto da parte del Corrado (pubblico ufficiale, ndr) per far assumere il figlio prima che venisse ultimata la verifica” anche se vi è prova che lo abbia informato del suo interesse in vista di una sistemazione del figlio (avvenuta l’1 febbraio), ma solo a quella cena estiva.

L’ufficiale era accusato di reati commessi quando era in servizio a Udine. Condannato a 4 anni di reclusione invece Vincenzo Corrado, l’ex colonnello delle Fiamme gialle coinvolto nell’inchiesta della Procura di Venezia sulle presunte mazzette versate a finanzieri e a funzionari dell’Agenzia delle entrate, in cambio di sconti sulle sanzioni fiscali. La sentenza è stata emessa dal tribunale collegiale di Venezia e si riferisce alle sole accuse di traffico di influenze illecite e di collusione militare. Sono venute meno sia le ipotesi di reato di falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, sia quella di corruzione.

Per l’episodio che avrebbe visto lo stesso Corrado, in concorso con Massimo Nicchiniello, prendere contatti sospetti con l’allora amministratore della “Burimec spa” di Buttrio, Pietro Schneider (a sua volta coinvolto per un’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità e che nel settembre 2019 ha patteggiato nove mesi di reclusione, sospesi con la condizionale.

Palese è il giochetto posto in essere dal Corrado a carico dello Schneider e del Nicchiniello – si leggeva però fin da subito tra le carte del Riesame – attraverso il modesto espediente posto in essere con il consenso dello sprovveduto Nicchiniello e consistente nel millantare il Corrado la capacità di influire sulla verifica della Brumec grazie alla mera conoscenza del suo collega”.

Adesso, a distanza di oltre 3 anni dall’arresto avvenuto a giugno del 2017, è finito l’incubo per l’ufficiale, nel frattempo trasferito da Siracusa.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo