“Quando l’on. Carta usa l’immagine del saloon per attaccare chi denuncia le forzature istituzionali, non fa che confermare che l’assemblea dei sindaci è stata gestita esattamente così: come un saloon, dove comanda chi ha più forza e numeri, non chi ha più ragione. La parola “cricca” non è un’invenzione nostra: è nei fatti. Parliamo di un blocco di potere chiuso e autoreferenziale che ha blindato tutto – dalla convocazione illegittima alle nomine – escludendo ogni confronto, ogni rispetto per i Comuni che hanno osato dire no. I documenti e i metodi parlano chiaro. Noi contestiamo con fermezza le modalità opache e arroganti con cui si è arrivati alla nomina del Consiglio di Sorveglianza, proprio alla vigilia della firma col socio privato. Un blitz calato dall’alto”. Sono le parole del parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, in replica alle parole del deputato regionale Giuseppe Carta.
"Nel giro di poche ore si è deciso tutto: consiglio, compensi, assetti strategici. Il tutto con un metodo maggioritario, non proporzionale, che ha di fatto escluso intere comunità. E sì, ci indigniamo. Perché l’acqua è un bene pubblico, di tutti, e non può essere gestita da pochi con logiche da manuale di potere - sottolinea -. La realtà è chiara: il Comune di Siracusa – con il sindaco Italia – detiene la quota percentuale più alta e controlla ogni decisione. Carta, che governa insieme a Italia, ha fatto il resto: ha costruito un blocco chiuso che ha escluso chi non si è piegato alle loro spartizioni. Nessuno ha offeso i sindaci. Ma è evidente a tutti chi ha scelto di allinearsi, anche in silenzio, a questo sistema. Quanto ai toni: da chi governa la città di Siracusa e il Libero Consorzio – che oggi è l’ultima città e l’ultima provincia d’Italia per qualità dei servizi – ci saremmo aspettati più umiltà e meno prediche. Noi rappresentiamo i cittadini, non i giochi di palazzo. Continueremo a difendere i diritti di tutti i Comuni esclusi – che rappresentano quasi 100.000 abitanti – in tutte le sedi, istituzionali e legali. Perché noi non ci pieghiamo. E non faremo mai parte del loro saloon".
