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Aretusacque è realtà: ecco chi gestirà l’acqua per 19 comuni |Un battesimo infuocato

Sul tavolo c’è ora la sfida della trasparenza, dell’efficienza e del controllo in un ambito essenziale come quello dell’acqua

È ufficialmente nata la società Aretusacque, chiamata a gestire il servizio idrico integrato per 19 dei 21 comuni della provincia di Siracusa (restano fuori solo Buscemi e Cassaro che lo gestiranno autonomamente). Un passaggio epocale che segna l’avvio della nuova governance. Ieri, in un clima tutt’altro che sereno, sono stati votati i componenti del Consiglio di sorveglianza e nominato il Consiglio di gestione, che avrà il compito operativo.

È nata Aretusacque, nominato il Consiglio di sorveglianza in un clima infuocato

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A guidare il Consiglio di Sorveglianza è stato eletto Giuseppe Assenza, siracusano, iscritto al registro dei revisori contabili, con un lungo passato tra i banchi del Comune e alla guida del Consorzio Asi. È considerato vicino al Movimento per l’Autonomia, dopo essere stato a lungo in Forza Italia. Il suo ruolo sarà centrale nel vigilare sull’operato gestionale e nel deliberare sui piani industriali e finanziari della società.

Al suo fianco nel Consiglio siedono Massimo Carrubba, ex sindaco di Augusta, attuale capo di gabinetto a Melilli. Dopo anni di traversie giudiziarie culminate nel processo Mafia e Politica, è stato assolto con formula piena. Figura con una lunga esperienza amministrativa. Francesco Favi, avvocato penalista siracusano, già presidente dell’Ordine degli Avvocati e attuale consigliere nazionale del CNF per il distretto di Catania. Marco Cannarella, commercialista netino, ex presidente dello Iacp di Siracusa, con incarichi di consulenza in diversi enti pubblici e istituti autonomi della regione. Ivana Rabito, la più giovane del gruppo. Classe 1989, si è dimessa da assessore al Bilancio del Comune di Pachino per assumere l’incarico. Commercialista, era in quota Forza Italia nella Giunta Gambuzza.

Il compenso previsto per i consiglieri del Consiglio di Sorveglianza è di 35.000 euro annui, che salgono a 40.000 per il presidente. Le cifre, tutte al lordo, sono fissate dal socio pubblico.

A dettare l’operatività sarà invece il Consiglio di Gestione, composto da tre membri, nominati su proposta del socio privato. Alla presidenza siederà Roberto Cocozza, già amministratore delegato di Acea Siracusa, azienda coinvolta direttamente nella nuova società. Vice Carolina Sampaoli, avvocato, ex direttore dell’area legale di Acquevenete, già in Acea. Componente anche Piero Palermo, in rappresentanza di Cogen, altro partner privato.

I compensi per il Consiglio di Gestione sono più elevati: 86.000 euro annui per il presidente Cocozza, 28.000 euro per ciascun consigliere. Anche questi importi sono da intendersi al lordo e stabiliti dal socio privato.

La struttura di Aretusacque prevede infatti un modello duale, in cui il Consiglio di Gestione ha poteri esclusivi sulla direzione operativa, mentre il Consiglio di Sorveglianza vigila, approva i bilanci, valuta i piani strategici e può promuovere azioni di responsabilità.

Una governance complessa, che incrocia esperienze manageriali, competenze legali, ruoli pubblici e tracce politiche. Sul tavolo c’è ora la sfida della trasparenza, dell’efficienza e del controllo in un ambito essenziale come quello dell’acqua.


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