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Arresti a Bosco Minniti: a Siracusa Tante le Manifestazioni di Solidarietà per Padre Carlo

Ieri mattina un popolosissimo quartiere di Siracusa si è svegliato con una notizia che nell’arco di poche ore ha fatto il giro d’Italia, balzando in men che non si dica alle cronache nazionali e rimbalzando poi per tutto il giorno tra telegiornali e siti web, sino ad approdare questa mattina sulle prime pagine dei quotidiani siciliani, per trovare spazio anche sulle testate d’oltre Stretto.

Padre Carlo D’Antoni, parroco della Chiesa di Maria Santissima Madre della Chiesa – meglio conosciuta come Bosco Minniti, perchè sorge proprio in mezzo all’omonimo rione del quartiere Acradina – è stato raggiunto da un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Catania, ritenuto responsabile, insieme ad altri 8 soggetti – tra i quali anche un avvocato – di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della illecita permanenza di stranieri nel territorio dello stato Italiano, falso ideologico in atto pubblico e false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale (per approfondimenti, leggi qui l’articolo relativo).

Un arresto, quello di padre Carlo, accolto con stupore su ogni fronte a Siracusa: dalle Istituzioni, alle associazioni di volontariato, ai semplici cittadini che conoscono l’ormai decennale dedizione del sacerdote per gli immigrati e le sue battaglie perchè vengano riconosciuti loro diritti e dignità sul territorio italiano. Un’attività che ha portato la Parrochia affidata a padre D’Antoni a trasformarsi negli anni – supplendo spesso all’assenza di altre strutture adeguate – in un vero e proprio centro d’accoglienza per immigrati, aumentati a dismisura negli ultimi tempi, tanto da rendere ormai insufficienti gli spazi messi a disposizione dalla comunità di Bosco Minniti; come è accaduto proprio ultimamente, dopo i fatti di Rosarno, che hanno generato nell’immediato un flusso di immigrati rifugiatisi a Siracusa. Alcuni sono nuovamente partiti, altri sono rimasti in città, avendo come punto di riferimento sempre Bosco Minniti, sempre Padre Carlo, che per non sbattere la porta in faccia a nessuno, la notte, anche se le stanze sono tutte piene, offre il pavimento e i banchi della chiesa. Un tetto sulla testa, alternativa a giacigli a cielo aperto per tanti immigrati rimasti nel limbo del suolo italiano.

C’era chi storceva il naso, che si lamentava apertamente per le condizioni igieniche e di vivibilità nel comprensorio della Parrocchia, chi invece lodava l’operato del “prete di frontiera” che agiva laddove le Istituzioni mancavano. Oggi, all’indomani dell’operazione giudiziaria – coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica di Siracusa e successivamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania – quelle stesse voci tornano a ribadire le loro convinzioni alla luce degli sconvolgenti risvolti assunti dalla vicenda di Bosco Minniti, mentre nelle ultime ore si sono moltiplicate a Siracusa le espressioni di solidarietà a padre Carlo, dal mondo religioso, a quello politico e del volontariato.

“In relazione all’inchiesta della Direzione Distrettuale antimafia che ha portato all’arresto di padre Carlo D’Antoni – è la dichiarazione della Curia di Siracusa – l’Arcidiocesi di Siracusa e’ consapevole del ruolo svolto in questi anni da padre Carlo, punto di riferimento nell’accoglienza agli immigrati che arrivano in provincia di Siracusa, e confida nell’operato della magistratura perche’ possa essere accertata la verità”.

Dal PD giungono invece le dichiarazioni dei deputati regionali Roberto De Benedictis e Bruno Marziano: “Esprimo a Padre Carlo, in questo duro momento, tutta la mia fiducia e vicinanza umana – ha detto De Benedictis – Chi in questi anni l’ha visto mettersi personalmente in gioco in favore di centinaia di persone disperate e sole, chi ne ha seguito l’impegno fatto di gesti concreti in condizioni difficili ed estreme, non può che essere certo, come io sono, della possibilità che si dimostri al più presto la piena trasparenza della sua condotta”.

“Pur nel pieno rispetto nelle indagini delle forze dell’ordine e delle decisioni della magistratura, non posso non manifestare il mio stupore per l’arresto di padre Carlo D’Antoni, che ho conosciuto nel vivo dell’impegno per alleviare le sofferenze e le difficoltà dei tanti immigrati disperati e senza aiuto”. Questo il commento di Bruno Marziano, che aggiunge: “Sono certo che, anche ove fossero accertati reati legati allo sfruttamento degli immigrati, padre D’Antoni saprà dimostrare la sua totale estraneità e l’onesta del suo personale operato”.

Solidarietà a Padre Carlo è stata espressa anche da tutto il movimento antirazzista siracusano, nella persona di Danilo Ferrante, Segretario Provinciale PRC Siracusa, e di Lucia Sorano, Segretaria Provinciale PDCI Siracusa: “Nell’apprendere la notizia dell’arresto di Padre Carlo D’Antoni,dell’avvocato Aldo Valdimora e di altre 9 persone coinvolte a Siracusa nell’inchiesta condotta dal GIP del Tribunale di Catania su vicende legate al rilascio dei permessi di soggiorno,si esprime innanzitutto piena ed incondizionata solidarietà umana ai migranti e ai militanti antirazzisti arrestati”.

“La Parrocchia di Bosco Minniti, con in prima fila Padre Carlo, da anni si è coraggiosamente assunta un compito che in una società moderna, libera e civile spettava alle Istituzioni: garantire la prima accoglienza ai migranti e avviare un processo di integrazione – hanno aggiunto Ferrante e Sorano – L’esperienza della Parrocchia di Bosco Minniti è una delle poche cose buone che si salvano nella vita pubblica siracusana degli ultimi decenni. Questa vicenda quindi testimonia la totale assenza di servizi sociali garantiti dalla Istituzioni,Comune e Provincia su tutte,e il coraggio di liberi cittadini insensibili alle facili sirene del razzismo. Esprimendo fiducia nel lavoro della magistratura, siamo certi che Essa proverà l’estraneità di Padre Carlo e degli altri arrestati ai reati ad essi imputati”.

Unanime il commento delle associazioni di volontariato – Agire Solidale, Amnesty International, ARCI, Associazione La Nereide, Tribunale Diritti del Malato, Centro Sociale Culturale PIO LA TORRE, Cittadinanzattiva, Comitato 100 donne, Emergency, Arcisolidarietà , Libera Siracusa, Arciragazzi, Jamii onlus, Stonewall GLBT, Legambiente – che hanno dichiarato:

“A seguito delle notizie riguardanti l’arresto e l’inchiesta giudiziaria a carico di padre Carlo D’Antoni e della comunità di Bosco Minniti, manifestiamo forte sconcerto e incredulità per la gravità delle accuse formulate e, nel rispetto dell’operato della magistratura, esprimiamo sincera e massima solidarietà a padre Carlo fiduciosi che l’esito dell’inchiesta in corso possa chiarire la sua posizione ed il suo operato.

Da anni Padre Carlo D’Antoni e la sua comunità svolgono un ruolo fondamentale nell’accoglienza degli immigrati e degli emarginati con ammirevole impegno e disinteressata dedizione, rappresentando per tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato un sicuro e determinante punto di riferimento”.


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