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Arriva a Siracusa “A tutto schermo”, progetto del cinema indipendente dedicato all’ambiente, ai giovani e alle donne

Tra temi ambientali e legati al mondo dei giovani, accanto a registi già affermati nel documentario d'autore si sono fatte spazio anche giovani registe esordienti

“A tutto schermo”: da Grosseto a Siracusa via al progetto del cinema indipendente con quattro titoli inediti dedicati all’ambiente, ai giovani e alle donne. La Rete degli Spettatori da oltre dieci anni sceglie di portare in sala film indipendenti, opere prime e documentari fuori dalle logiche delle grandi distribuzioni, dando maggior rilevanza alle sale non legateesclusivamente all’offerta più commerciale, le sale di provincia e le monosala dei centri urbani.

Anche quest’anno, grazie al sostegno del MIC, la Rete degli Spettatori ha la possibilità di diffondere il progetto culturale “A tutto schermo”: una rassegna di quattro film inediti, selezionati da una commissione di esperti, che verranno proiettati dal 15 novembre al 15 dicembre tra le città di Avezzano (AQ), Grosseto e Siracusa. Tra temi ambientali e legati al mondo dei giovani, accanto a registi già affermati nel documentario d’autore si sono fatte spazio anche giovani registe esordienti.

L’obiettivo dell’iniziativa, ormai alla sua dodicesima edizione, è infatti quello di dare risalto a titoli esclusi dalla distribuzione mainstream per far emergere curiosità in un pubblico che non avrebbe altrimenti accesso a queste opere. Da giovedì 16 novembre e per i seguenti tre martedì fino al 12 dicembre dalle 19 al Cinema Aurora di Siracusa sarà possibile partecipare alla proiezione dei quattro film in rassegna. L’ingresso alle proiezioni è gratuito.

“La Terra Mi Tiene” di Sara Manisera e Arianna Pagani: un ritorno dei giovani alla terra per ritrovare le proprie radici. Il documentario segue Ivan Di Palma, un contadino laureato in filosofia che ha scelto di ritornare nella sua terra natale per dedicarsi alla semina dei “grani del futuro” e Teresa Vallone, una donna anziana, una contadina che da giovane ha scelto di emigrare in Germania, abbandonando la terra per migliorare le condizioni di vita dei suoi figli. Le loro storie si intrecciano seguendo il ciclo delle stagioni e la vita di un chicco di grano, dalla semina alla mietitura nell’anno della pandemia, interrogandosi sul passato, sul presente, ma soprattutto sul futuro della terra da lasciare ai posteri.

“Il Tempo dei Giganti” di Davide Barletti e Lorenzo Conte: racconta il viaggio di Giuseppe verso la terra del padre, nella Piana degli ulivi monumentali, laddove è imminente l’arrivo dell’epidemia. Con l’emergenza xyllella, come la pandemia da coronavirus, in un’esperienza immersiva di un disastro fitosanitario che costringe a rivedere il nostro stile di vita.

“Feneen” di Giulia Rosco: un ritratto dell’attuale scena musicale e urbana rap e hip hop a cavallo fra l’Italia e Dakar raccontata dai suoi giovani protagonisti. Nel documentario viene dimostrato come la musica diventi metafora del modo in cui in Africa, in particolar modo in Senegal, si riesca a far tutto nonostante la mancanza di mezzi, anzi, a volte proprio in virtù di ciò, spesso per sopperirvi ed emergere con la propria volontà.

“L’Ombra del Fuoco – S’umbra ‘e su fogu” di Enrico Pau: la natura chiede il conto dell’abuso che ne fanno gli esseri umani. Dopo l’incendio nel Montiferru, l’equilibrio naturale del luogo appare compromesso. Tutto è nero e desolato. Una tragedia collettiva che mostra il dolore dei cittadini sconsolati dinanzi a un panorama che appare irrecuperabile ma che, dopo il dolore, possono assistere al miracolo della natura che rinasce.


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