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AstraZeneca raccomandato agli over 60. Speranza: “Priorità ad anziani, il piano non cambia”

L'Italia ha ritenuto di andare oltre l'aggiornamento del bugiardino e gli avvisi raccomandati dall'Ema, aggiungendosi alla schiera di quanti avevano già imposto delle restrizioni

L’uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell’Ema che ha parlato di un possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi. Ma le regioni vanno all’attacco e chiedono indicazioni chiare. In alcune regioni si sono riscontrate percentuali alte di disdette del vaccino anglo-svedese da parte dei cittadini. Anche il 40%.

“Danno a noi la colpa – si è sfogato uno dei presidenti – quando noi ormai passiamo il tempo a cercare di convincere la gente ma poi arrivano sempre messaggi contraddittori”. Ecco il motivo per cui i governatori hanno chiesto chiarezza al governo e al Cts. “Dovete prendervi la responsabilità di comunicazioni chiare”, il ‘refrain’ durante l’incontro che si è tenuto ieri, alla presenza del coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Locatelli, del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo e del ministro della Salute Speranza.

I governatori hanno chiesto che arrivino indicazioni, tramite una circolare. Il responsabile della Salute ha spiegato, sulla scia di quanto illustrato da Locatelli, che ci sarà una raccomandazione di somministrare AstraZeneca sopra i 60 anni, sulla falsariga di quanto deciso da Bruxelles. L’Unione europea punta ad una linea univoca, anche se alcuni Paesi come quelli scandinavi hanno avuto difficoltà ad allinearsi, secondo quanto viene riferito. Lo stesso Speranza ha riferito che il piano vaccinale non cambia.

L’obiettivo, anche quello del premier Draghi, è sempre quello di arrivare a 500 mila dosi al giorno entro fine aprile ma i presidenti di Regione sono rimasti interdetti dalla confusione che regna su AstraZeneca. Da oggi sarà possibile aprire le somministrazioni di AstraZeneca alle persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni, ha detto il commissario straordinario sottolineando che bisogna dare priorità alle persone fragili e ultra-ottantenni e rimarcando che non ci saranno impatti sul piano vaccinale, ad aprile “potranno esserci consegne superiori del 15-20% rispetto alle previsioni”. A sottolineare il pericolo di una confusione crescente sono stati in particolar modo Zaia e Toti, ma anche altri presenti, come Bonavitacola, in assenza di De Luca, hanno invocato chiarimenti.

“Ci mettiamo subito a scrivere la circolare. Bisogna essere chiari e netti”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza sulle nuove direttive per AstraZeneca durante la videoconferenza Governo-Enti locali.

Il provvedimento “conterrà una raccomandazione di somministrare AstraZeneca sopra i 60 anni, in linea con quanto deciso da altri paesi Ue”, ha aggiunto. “I benefici superano di gran lunga i rischi”, aveva ripetuto a più riprese nel pomeriggio la direttrice dell’Ema Emer Cooke, parlando di eventi davvero straordinari, con un’incidenza molto bassa, e lanciando un appello agli europei a vaccinarsi con tutti gli immunizzanti disponibili. La presidente del Prac, la commissione per la valutazione del rischio dell’Agenzia europea, Sabine Straus, aveva tuttavia ammesso che i casi analizzati hanno fatto rilevare “un forte legame” tra il vaccino di AstraZeneca e gli eventi collaterali “molto rari”, e per questo motivo è stata stabilita una “probabile causalità”.

Si è arrivati a questa conclusione dopo un’analisi approfondita di 62 casi di trombosi cerebrale e 24 dell’addome riportati nel database sulla sicurezza dei farmaci dell’Ue alla data del 22 marzo, 18 dei quali fatali. “Una spiegazione plausibile” delle cause scatenanti non è stata individuata, ma tra le ipotesi “c’è una risposta immunitaria al vaccino che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina, definita trombocitopenia indotta dall’eparina”.

Ad ogni modo l’Ema ha espresso la volontà di imporre ad AstraZeneca “approfonditi studi per capire di più sugli effetti di rischio” del suo vaccino, ha spiegato il responsabile della task force sull’analisi dei dati Peter Arlett. La compagnia anglo-svedese dovrà fare “studi di laboratorio per cercare di comprendere meglio l’effetto dei vaccini sulla coagulazione, esaminare i dati esistenti di studi clinici ravvicinati per valutare si vi siano ulteriori informazioni sui possibili rischi e condurre anche studi epidemiologici”. Ascoltato tutto questo, l’Italia ha ritenuto di andare oltre l’aggiornamento del bugiardino e gli avvisi raccomandati dall’Ema, aggiungendosi alla schiera di quanti avevano già imposto delle restrizioni (Germania, Spagna e Belgio hanno deciso l’uso sopra i 60 anni, la Francia sopra i 55).


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