In tendenza

Attività associative in tempo di Covid: Italia Nostra Melilli lancia gli incontri online per la scoperta del territorio

Il primo appuntamento si è tenuto sabato 14 novembre alle 19 con l'incontro “Melilli Factory: arte o filosofia di vita?”

La sezione IN di Melilli, dopo il lockdown dei mesi primaverili, aveva ripreso le attività nel mese di ottobre con l’adesione alla #GEP Giornata Europea del Patrimonio e con l’escursione alla sughereta di Villasmundo e Lentini.

Il calendario dell’associazione per l’autunno e l’inverno è stato stilato già sul finire di agosto: una serie fitta di eventi per recuperare quelli annullati a causa del Covid e per proporre nuove attività sul territorio, soprattutto all’aperto per evitare i contagi.

Il Dpcm in vigore da venerdì 6 novembre ha ancora chiesto alle attività associative di fermarsi, è vero, ma non di bloccarsi… pertanto: se tutte le attività in presenza sono rinviate al momento in cui i soci potranno rivedersi in presenza, la prof.ssa Nella Tranchina, presidente della sezione IN Melilli, e il Consiglio Direttivo hanno proposto a soci e simpatizzanti di incontrarsi virtualmente sulla piattaforma meet.google.com.

E il primo appuntamento si è tenuto sabato 14 novembre 2020 alle 19 con l’incontro “Melilli Factory: arte o filosofia di vita?”.

Il socio IN Eugenio Vazzano ha condotto per mano quanti si sono collegati alla piattaforma tra le maglie dell’arte e dell’artigianato sartoriale melillese e non solo.

Melillese dalla nascita, classe 1958, Eugenio Vazzano all’età di quattordici anni era già negli Usa, dove lavorava per finanziare i suoi studi artistici. Tornato in Sicilia ha lasciato che i colori, le fragranze, i sapori, le tradizioni e gli usi della sua regione natia influenzassero le sue creazioni artistiche, o – come preferisce definirsi lui – artigianali.

In collegamento dal suo laboratorio (una ex fabbrica dell’Ottocento che produceva caponata), dove realizza tessuti ricavati da preziose stoffe e decorati a mano, caratterizzati da colori mediterranei e dallo stile contemporaneo, Eugenio ha raccontato la sua esperienza lavorativa di fashion designer che nel 2019 gli ha consentito di essere inserito tra le “Eccellenze Italiane”.

Artista multietnico che viaggia per il mondo alla ricerca di tessuti pregiati e ispirazione, ha trovato nelle terre dell’India e del Giappone accoglienza per le sue creazioni: le sue “pezze” sono capi di abbigliamento (sciarpe, kaftani e kimoni, capi spalla e maglie) senza tempo che riformulano il concetto di alta moda per una clientela esigente che, nel pezzo unico, trova l’unica via per esprimere la propria personalità.

Così, grazie alla videocamera, i soci in collegamento hanno potuto ammirare le molteplici collezioni dei Eugenio Vazzano che, dalla moda strictu sensu, da qualche tempo si è dedica anche al comparto home: “Le Cose di Eugenio Vazzano” è il titolo della collezione per la casa caratterizzata dalla ricerca di tessuti e tecniche artigianali che contraddistingue tutto il suo lavoro.

“Tutta la collezione di pezzi unici è realizzata a mano – ha affermato Eugenio Vazzano – e trae ispirazione dalle cose belle che vedo nella mia terra. Certo, tento di attualizzarle partendo sempre dai tre soggetti nella mia arte figurativa: l’Etna in tutte le sfaccettature, il sole e la luna, i fichi d’India, che rappresentano nei decori la nostra storia di isola mediterranea”.

Così è stato possibile ammirare i tessuti ricercati e costruiti da Eugenio perseguendo la filosofia del recupero ri-creativo, dove anche il più piccolo ritaglio di stoffa diventa indispensabile per un nuovo mosaico. Ogni stoffa viene tinta, stazzonata, stropicciata, decorata dal creatore e dal suo staff di abili sarte nel laboratorio di Melilli: è nata così la Melilli Factory, un collettivo in cooperativa che utilizza manodopera sul territorio e sapienza locale per esportare la Sicilia e la sua arte nel mondo.

“Siamo orgogliosi – dichiara Nella Tranchina, presidente IN Melilli – di aver aperto il ciclo di incontri online con l’esperienza trentennale di Eugenio Vazzano nel campo della moda e del design: un tesoro culturale che va preservato e custodito dal momento che la sua arte e la sua artigianalità sono sacerdotesse tutelari dell’antica tradizione sartoriale della nostra cittadina”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo