Si è concluso anche quest’anno uno dei momenti più identitari e profondi della tradizione siracusana: l’Atturna e la Svelata dell’Immacolata, un rito che da oltre settant’anni attraversa il cuore di Ortigia prima dell’alba e che continua a richiamare centinaia di fedeli, nonostante il tempo che passa.
Alle tre del mattino, come da tradizione, la banda comunale ha iniziato a percorrere i vicoli del centro storico, svegliando la città con marce allegre e ritmi che annunciano l’inizio della Novena. È il segnale che muove Siracusa: porte che si aprono, passi veloci nei vicoli ancora bui, un pellegrinaggio spontaneo che porta i fedeli verso la chiesa di San Filippo Apostolo.
Poco prima delle cinque si è svolta la Svelata, il momento più atteso. In una chiesa immersa nel buio, la statua dell’Immacolata è stata rivelata ai presenti secondo l’antico rito ideato negli anni ’40 dal parroco Giovanni D’Asta: un velo che si solleva al canto del versetto Monstra te esse Matrem, le luci che esplodono improvvise, la comunità che accoglie la luce mariana come annuncio di speranza. Una scena che, anche quest’anno, ha emozionato un pubblico numeroso, composto da siracusani di ogni età e da tanti giovani richiamati dalla forza simbolica del rito.