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Augusta, abusi sessuali durante la confessione: definitiva la condanna per l’ex arciprete della chiesa Madre

La Corte di Appello di Catania ha confermato la sentenza di 5 anni e tre mesi di primo e secondo grado che in Cassazione era stata rinviata per un eventuale sconto di pena, che non c’è stato

E’ definitiva la condanna a 5 anni e tre mesi per violenza sessuale aggravata per don Gaetano Incardona, oggi 82enne, ex arciprete della chiesa Madre accusato nel 2013 di atti sessuali a danni di una ragazza di 21 anni. Ieri la seconda sezione della Corte di Appello di Catania ha confermato la sentenza emessa già in primo grado dal Tribunale di Siracusa nel 2015, ribadita dalla Corte di Appello di Catania nel 2018 e arrivata, infine, in Cassazione.

In questo caso gli emerllini, pur riconoscendo la responsabilità del parroco e ritenendo legittima l’applicazione della circostanza aggravante di aver commesso le violenze abusando “dei poteri concernenti la funzione di ministro di culto”, avevano aperto alla possibilità per l’ex arciprete di avere uno sconto di pena, come tra l’altro richiedeva la difesa che puntava al riconoscimento della contenuta invasività degli atti. Riconoscimento, che non c’è stato nell’appello bis di ieri alla Corte d’Appello di Catania che, sostanzialmente, ha dato ragione al pm Antonino Nicastro sulla tesi che l’episodio incriminato sia da considerare un fatto grave non inquadrabile nell’ipotesi lieve dell’ultimo comma dell’articolo 609bis.

L’accaduto risale al febbraio 2013 quando l’arciprete fu arrestato dai Carabinieri e posto ai domiciliari con le gravi accuse di aver compiuto atti sessuali ai danni di una ragazza di 21 anni che era andata a confessarsi in chiesa. La giovane raccontò, prima ai genitori e poi ai militari dell’Arma, che in quell’occasione era stata palpeggiata e baciata dal prelato e che solo dopo lo squillo del telefonino era riuscita a divincolarsi e a scappare. Così, d’intesa con i carabinieri, la ventunenne era ritornata dall’arciprete con una telecamera addosso che aveva filmato i comportamenti del religioso, fornendo così la prova documentale.

All’epoca Incardona, che aveva 74 anni, fu anche raggiunto la misura interdittiva di accesso nel territorio del Comune di Augusta, si dimise da arciprete e  da allora ha vissuto a Buccheri,  comune della provincia di cui è originario.

 


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