Nell’ambito della Visita Pastorale che l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Salvatore Pappalardo ha iniziato nel novembre scorso, ieri il Pastore della Chiesa siracusana si è recato in visita al Comando militare marittimo autonomo in Sicilia ad Augusta ed è stato accolto dall’ammiraglio di divisione Raffaele Caruso.
Di seguito la riflessione dell’Arcivescovo Mons. Pappalardo:
“Sig. Ammiraglio, La ringrazio di vero cuore per la Sua accoglienza ricca di cortesie e di affabilità. A Lei, ai Suoi collaboratori, a tutti gli uomini e le donne della Marina Militare di Augusta, al personale imbarcato o in forza alle Capitanerie di Porto, alle rispettive Famiglie e alle maestranze arsenalizie desidero esprimere il mio più cordiale saluto unito alla gioia per questo momento di incontro con Voi, che vuole essere segno di una consolidata amicizia, nella reciproca stima, di due Istituzioni impegnate per il bene comune.
Ringrazio il carissimo P. Gaetano Incardona, Arciprete Parroco della Chiesa Madre di Augusta, che voi conoscete bene e che con squisita delicatezza mi accompagna in questo incontro.
Ringrazio i Cappellani Militari, don Giovanni Salvia Capo-servizio, che ha voluto rendersi presente a questo nostro incontro, e i carissimi don Nicola Minervini e don Paolo Spinella, i quali svolgono con zelo il loro ministero pastorale per le famiglie della Marina Militare, in comunione ed obbedienza con l’Ordinario Militare, S. E. Mons. Vincenzo Pelvi, che ho voluto sentire personalmente ieri mattina e che mi ha incaricato di portarvi la sua benedizione.
La mia presenza in questa sede si inserisce all’interno della Visita Pastorale all’Arcidiocesi di Siracusa e che dal 28 novembre scorso mi vede impegnato in questa vetusta e cara città di Augusta: nei documenti della Chiesa, la visita del Vescovo è segno del passaggio del Buon Pastore, il Signore Gesù Cristo, il Pastore eterno che visita il suo gregge e lo custodisce nell’unità e nella pace.
La pace di Cristo è il saluto e l’augurio che oggi, di cuore, rivolgo a tutti voi ed a ciascuno personalmente! La pace rimane l’obiettivo verso cui deve tendere ogni sforzo umano, delle singole persone come anche delle Istituzioni. Ed è con grande gioia, carissimi Ufficiali e Personale tutto della Marina Militare, che noi cittadini spesso apprendiamo – anche dai telegiornali – le notizie del vostro impegno fattivo intento a soccorrere e assistere uomini, donne e bambini provenienti dalle coste africane che, in cerca di speranza, attraversano il Mediterraneo tra mille insidie e pericoli.
E’ certamente bello rileggere la storia della Marina Militare in questo nuovo orizzonte della sua evoluzione: da potenza militare ed anche economica a soggetto di inter-relazioni umane, a struttura di intervento umanitario, a crocevia di culture e fermento di verità in sostegno della vita di ogni uomo, a qualsiasi popolo o nazione appartenga.
La città di Augusta, che nel suo territorio ospita questa illustre ed importante Istituzione dello Stato – la Marina Militare, appunto – e ne trae motivo di vanto, esprime e riconosce nella sua presenza l’occasione di una costante apertura e uno stimolo sempre nuovo per il cambiamento.
Mi sia consentito ora concludere questo mio indirizzo di saluto e di augurio con un pensiero del Papa Benedetto XVI. Nel suo messaggio per la XLV Giornata mondiale della Pace del 1° Gennaio 2012, Egli ha scritto: «La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza » [ Catechismo della Chiesa Cattolica, 2304]. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità.
La pace è anzitutto dono di Dio. Noi cristiani crediamo che Cristo è la nostra vera pace: in Lui, nella sua Croce, Dio ha riconciliato a Sé il mondo e ha distrutto le barriere che ci separavano gli uni dagli altri (cfr Ef 2,14-18); in Lui c’è un’unica famiglia riconciliata nell’amore. Ma la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità, essere attivi all’interno della comunità e vigili nel destare le coscienze sulle questioni nazionali ed internazionali e sull’importanza di ricercare adeguate modalità di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti».
Carissimi fratelli e sorelle della Marina Militare, queste parole del Papa costituiscono un vero messaggio di speranza; formulano un progetto, indicano un programma di vita per ogni uomo di buona volontà: le rivolgo a voi come esortazione per il vostro impegno e servizio alla nostra cara Nazione e come auspicio per l’intera società umana. A Lei, Sig. Ammiraglio, esprimo la mia sincera gratitudine per l’opportunità che mi ha concesso di trovarmi in questa sede e di poter rivolgere la mia parola a questo eletto Uditorio. Sono veramente lieto di invocare su di Lei, i Suoi collaboratori, su tutto il Personale della Marina Militare e le rispettive Famiglie la benedizione del Signore. Grazie”.
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